L’incapacità di rassegnarsi alla fine della relazione sentimentale, la mancanza di autocontrollo nelle proprie condotte, e l’inottemperanza al provvedimento cautelare adottato nei suoi confronti dall’Autorità Giudiziaria solo quattro mesi prima, hanno spalancato le porte del carcere ad un trentaquatrenne, di origine salentina, tratto in arresto lo scorso venerdì dalla Polizia di Stato.

L’uomo, residente a Cesena, era infatti destinatario, dallo scorso mese di settembre, di un divieto di avvicinamento alla ex compagna, ed ai luoghi frequentati dalla stessa, disposto dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Forlì, a seguito della denuncia sporta dalla vittima per aver subito maltrattamenti, atteggiamenti ossessivi gravemente minacciosi e persecutori durante la loro relazione.

Nonostante il gravame cautelare, il trentaquattrenne ha continuato a reiterare, nei mesi successivi, i comportamenti vessatori verso la donna, con ingiurie e molestie, non desistendo anche a minacciare la sua incolumità fisica.

Da qui la richiesta d’aiuto della quarantaquattrenne residente nel forlivese al numero di pubblica emergenza del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Cesena, allorché il suo persecutore, contattandola al telefono per ottenere a tutti i costi un riavvicinamento, si presenta sul suo luogo di lavoro attendendola all’esterno dello stabile, intenzionato ad avere un contatto con lei ed indurla a cedere nuovamente alle sue pressioni.

L’arrivo repentino delle volanti, impegnate quotidianamente nei servizi di prevenzione e controllo della tutela pubblica, permetteva di identificare e bloccare immediatamente lo stalker, mentre la donna si affidava alla tutela dei poliziotti, perché fortemente provata ed in preda alla disperazione per le vessazioni subite in passato e per il perdurare di un grave stato di ansia, di paura e timore per la propria incolumità dovuto alla condotta ossessiva dell’ex compagno.

Stante la gravità del fatto commesso, in relazione alla violazione del divieto di avvicinamento imposto, e ai reiterati atti persecutori messi in atto ai danni della vittima, l’uomo veniva tratto in arresto, convalidato l’indomani dal Giudice per le Indagini Preliminari che applicava nei suoi confronti la misura restrittiva degli arresti domiciliari.

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