Cesena, messaggio anti-abortista del vescovo alla festa del patrono San Giovanni

Oltre alla cornice fatta di divertimento e socialità laica, in mezzo a un fiume di bancarelle e di eventi, nel giorno di San Giovanni non si è dimenticata la dimensione religiosa di quella che resta comunque, prima di tutto, la festa del patrono. Ieri il vescovo Douglas Regattieri ha celebrato in duomo una messa che, attraverso riferimenti al santo protettore della città, è stato molto incentrato sull’aborto. Un tema caldo più che mai proprio nel giorno in cui la Corte suprema degli Stati Uniti ha cancellato il diritto all’interruzione volontaria della gravidanza.

Davanti a mezza giunta, a partire dal sindaco Enzo Lattuca, e ai rappresentanti dei vari corpi delle forze dell’ordine, in cattedrale il vescovo è partito dall’annuncio fatto dall’anziana Elisabetta, riportato dal Vangelo di Luca: quel “si chiamerà Giovanni” perentorio pronunciato di fronte a parenti e vicini, stupiti da una gravidanza inattesa. Il vescovo ha ricordato che santa Teresa di Calcutta disse che “ogni bimbo che nasce ci ricorda che Dio non si è stancato dell’uomo” e ha poi citato parole pronunciate da papa Francesco durante un’udienza generale in cui ha denunciato che “la nostra epoca e la nostra cultura mostrano una preoccupante tendenza a considerare la nascita di un figlio come una semplice questione di produzione e di riproduzione biologica dell’essere umano”. Lo stesso monsignor Regattieri, a proposito del passo sulla nascita di Giovanni, ha invitato a “riascoltare il canto che esplode dalla bocca e dal cuore del papà di questo bambino, il sacerdote Zaccaria, per toccare con mano come la vita fosse percepita a quel tempo come un dono di Dio. Sempre. Eppure questa vita nasce in un contesto precario: da due genitori anziani. Come avrebbero potuto garantire un futuro dignitoso a questo bambino? Come lo avrebbero educato, loro anziani, ormai al tramonto? Come sarebbero stati in grado di inserirlo nella società loro che stavano ormai congedandosi dal mondo. Tutte motivazioni che oggi sarebbero sufficienti, purtroppo, per approdare alla malsana e insana scelta di sopprimere questa vita, di non permetterle di venire alla luce per risparmiarle, come si dice, un’esistenza infelice in un mondo difficile”. Dopo questa predica anti-abortista, il vescovo ha poi fatto notare l’aspetto dell’età avanzata dei genitori di Giovanni, per evidenziare il valore dell’essere anziani.

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