Cesena, Luca Bianchini a “La bellezza delle parole”

Nell’ultima variegata giornata della Bellezza delle parole , festival cesenate dedicato a una scrittura in cui tanti possono trovare la propria, c’è anche un incontro con Luca Bianchini alle 18 in aula magna Malatestiana. Lo scrittore torinese (1970) presenta Le mogli hanno sempre ragione (Mondadori), con cui per la prima volta si misura con un giallo e si racconta con toni brillanti, divertenti, interessanti.

La giornata si apre alle 11, cinema Eliseo, con Gianluca Gotto gettonatissimo viaggiatore social e il suo “La pura vida”; alle 11.30, Malatestiana Ragazzi, il giornalista scientifico Andrea Vico racconta come “Capire per scegliere”. Alle 16, aula magna Malatestiana, la blogger Enrica Tesio fa conoscere “Tutta la stanchezza del mondo”. Alle 17 Palazzo del Ridotto, il giornalista Piero Dorfles presenta “Il lavoro del lettore”. Alle 17.30 Malatestiana Ragazzi, l’attore regista Giuseppe Viroli affronta la lettura animata “Tana di Parole”. Si chiude alle 20 al teatro Bonci, con Roberto Saviano e il suo “Solo è il coraggio. Giovanni Falcone, il romanzo”.

Il giallo di Bianchini ha i colori del sud, di Polignano a Mare dove ambienta la vicenda degli Scagliusi in festa per la nipotina, nello stesso giorno della festa patronale di San Vito. Tutto sembra perfetto fino a quando la tata Adoración viene trovata morta, colpita da un angioletto della collezione della padrona di casa. Il maresciallo Clemente, tornato in Puglia da pensionato, si trova a dovere risolvere un nuovo omicidio. Laurea in Retorica e Stilistica, Bianchini ha cominciato da redattore filatelico per Bolaffi; si è quindi forgiato in un lungo percorso da copywriter in una agenzia pubblicitaria, imparando a conquistare il pubblico. Così nel 2003, al primo romanzo “Instant love”, la sua vena empatico comunicativa si è subito manifestata. Con “Io che amo solo te” i suoi libri sono diventati anche cinema e lo scrittore è esploso.

Per il suo primo giallo, Bianchini, sceglie un titolo ruffiano.

«Lo sarebbe se fosse “le donne hanno sempre ragione”. Ma io scrivo “mogli”; che sono un bene da custodire almeno in un titolo di un libro, considerando che oggi sono più le ex mogli, delle mogli reali nella nostra società. È un titolo che spinge alla curiosità del lettore che scopre un racconto diverso da quel che si era immaginato».

Chi legge scopre anche un giallo classico, alla Agatha Christie; perché non se ne scrivono più di questo tipo?

«Posso dire che il giallo alla Agatha Christie richiede studio. Mi sono documentato per poter procedere nella storia, non è facile raccontare un omicidio che avviene in una stanza con 12 parenti e un angioletto come arma del delitto. L’ho studiato come fosse un problema matematico, aggirandomi per casa e studiando la piantina per valutare in modo corretto gli spostamenti dei personaggi, come un “cluedo” scientifico. E ho invitato a casa un carabiniere che mi ha dimostrato concretamente come le forze dell’ordine si muovono in caso di delitto. Non so come riescono certuni a scrivere tre gialli all’anno approfondendo le “indagini” in questo modo».

Ama viaggiare e scrivere in città diverse; è passato dalla Romagna?

«Più volte; la Romagna è nel mio cuore sin dalle vacanze a Punta Marina da bambino. Romagnolo è anche l’ispiratore del mio primo romanzo, Davide Martuzzi parrucchiere di Ravenna che conobbi a Mykonos. Mi raccontò una storia personale particolare, che aveva dell’incredibile. Quando due anni dopo pensai a una storia da scrivere, mi tornò in mente la sua e arrivò “Instant love”. Amo molto anche Rimini dove ho amici e torno anche fuori stagione; per due settimane, in un hotel sul mare, ho riscritto “Nessuno come noi”, la cui foto di copertina ha il cielo della Romagna».

Come si diventa personaggio comunicativo amato, merito degli anni da copywriter pubblicitario?

«Dipende da dove vieni, la mia è una famiglia di operai artigiani; padre toscano, madre siciliana vissuta a Tunisi, sono cresciuto nell’hinterland torinese di Nichelino, ma ho avuto il privilegio di studiare. Così parlo alla signora delle pulizie senza mortificarla come all’amministratore delegato, so fare tutto a livello di conversazione e questo mi permette di essere diverso da molti. Gli intellettuali non mi considerano perché partecipo ai “Soliti Ignoti”, dicono che sono autore pop, ma sarà la storia a dire, fra duecento anni, se nella letteratura ci saranno loro o ci sarò io».

Info: 0547 610892

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