Cesena, lotta alla zanzara tigre: vietati i ristagni d’acqua

La lotta alla zanzara tigre diventa efficace se tutti i cittadini collaborano anche osservando i consigli indicati nel testo dell’Ordinanza firmata dal sindaco Enzo Lattuca di Cesena e valida fino al prossimo ottobre. Vista la necessità di intervenire a tutela della salute e dell’igiene pubblica per prevenire e controllare malattie infettive trasmissibili all’uomo attraverso la puntura della zanzara tigre (Aedes albopictus) e della zanzara comune (Culex pipiens), il Comune annualmente organizza una serie di iniziative, in collaborazione con l’Azienda USL competente per territorio, volte a informare e a sensibilizzare sui corretti comportamenti da adottare. Inoltre, con lo scopo di contrastare il fenomeno della presenza di zanzare, quando si manifestino casi sospetti o accertati di malattie a trasmissione vettoriale o in situazioni di infestazioni localizzate di particolare consistenza con associati rischi sanitari, il Comune, in collaborazione con il Dipartimento di Sanità Pubblica, provvede ad effettuare – tramite ditta specializzata – trattamenti adulticidi, larvicidi e di rimozione dei focolai larvali in aree pubbliche e private.

Gli interventi di disinfestazione saranno effettuati con cadenza mensile fino al prossimo autunno, indicativamente fino al mese di ottobre. Qualora si verificasse un periodo particolarmente piovoso l’Amministrazione comunale potrà valutare di aumentare la frequenza di intervento antilarvale. Per questo è necessario adottare semplici accorgimenti per limitare la riproduzione delle zanzare come evitare ogni forma di ristagno di acqua nei vasi e nei sottovasi dei fiori sul balcone o in giardino, non raccogliere in cisterne l’acqua per annaffiare l’orto o ancora provvedere con regolarità al taglio dell’erba. L’ordinanza infine esorta tutti i cittadini a effettuare trattamenti larvicidi nelle caditoie presenti all’interno delle aree private. La proliferazione può essere tenuta sotto controllo innaffiando poco e spesso, per non creare avvallamenti stagnanti nel terreno.

L’Italia, Paese in cui nel 2007 e nel 2017 si sono manifestate epidemie di febbre da Chikungunya, e nel 2018 si sono verificati numerosi casi di West Nile in Europa, risulta essere la nazione maggiormente interessata da tali eventi che hanno rappresentato situazioni di emergenza sanitaria direttamente collegabili alle zanzare, vettori accertati di arbovirosi, che comportano un grave pericolo incombente, di dimensioni tali da costituire una concreta ed effettiva minaccia per la salute dei cittadini e che determina l’urgenza di provvedere alla regolamentazione e all’imposizione di prescrizioni idonee a prevenirne e limitarne la diffusione.

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