Cesena, locali a lume di candela contro il caro energia: “L’atmosfera era suggestiva”

Ristoranti e bar giovedì sera hanno abbassato o spento le luci e messo le candele sui tavoli. L’obiettivo era mandare un segnale di allarme sull’insostenibilità dei rincari inarrestabili sul costo dell’energia. L’iniziativa si chiama “Oggi devo stare spento”, l’ha promossa Fiepet Confesercenti Cesena e Ravenna.

Tra chi ha aderito c’è il Caffeina: «È un modo per mandare un segnale – spiega Gianni, il titolare – la situazione è preoccupante, peggio del lockdown». L’aumento dei costi energetici ormai è imprevedibile: «Da giugno a luglio a parità di consumo ho speso 1000 euro in più. E poi ancora la bolletta del gas è poca cosa, non so come sarà quando accenderemo il riscaldamento. Se andiamo avanti di aumenti di mille euro ogni mese a dicembre non dico che dovremo chiudere l’attività, ma pensare seriamente a una sospensione sì, non possiamo indebitarci per pagare le bollette». La situazione è più preoccupante dei lockdown: «Almeno lo Stato, seppure in parte si era preso in carico qualcosina. Da chiusi le spese si abbassano e in qualche modo ce l’abbiamo fatta, ma così c’è troppa incertezza… Poi noi abbiamo un locale in salute e un buon giro, ma così il giro si intoppa».

Luci spente, ad eccezione di quelle della cucina e dei led dei bar e sui tavoli le candele: «Si era creata anche un’atmosfera suggestiva – racconta Matteo Fabbri della Vineria del Popolo -, incuriosiva i clienti a cui abbiamo spiegato il perché di quella scelta. È una iniziativa che andrebbe ripetuta». Se non altro perché il problema non è di quelli destinati a risolversi in fretta, «Fino a quando c’è questa situazione di incertezza politica viviamo in un lmibo». Il contratto che la Vineria ha con il Comune li mette in una situazione un po’ meno complicata sul piano dei rincari energetici, «ma è comunque aumentato tutto. Noi poi lavoriamo principalmente con le piccole realtà produttive del territorio e gli aumenti sono enormi e continui». A preoccupare è anche come questi si ripercuotano sui clienti: «Anche per loro aumenta tutto, già adesso qualcuno comincia ad essere più attento, ma se non cambia qualcosa le vere difficoltà le vedremo verso novembre»

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