Cesena. Lieto fine per il 25enne che non trovava affitto

CESENA. È un lieto fine che ha le fattezze di una casa da affittare quello che ha trovato Taoufik Taba, il 25enne tunisino che si era scontrato con la chiusura aprioristica agli stranieri che sembra ormai essere caratteristica piuttosto consolidata del mercato dell’affitto del cesenate. Dopo mesi di tentativi andati a vuoto, in cui l’essere straniero gli precludeva anche la possibilità di fare un primo colloquio con i proprietari di casa, Bruno, il suo coinquilino, aveva fatto un appello pubblico, denunciando questa situazione discriminatoria e nella speranza di trovare qualcuno disposto a dare a Toufik una possibilità.

«Un’ottima prima impressione»

È leggendo quell’appello pubblicato dal Corriere che Marzia Tomasi ha trovato il nuovo coinquilino per l’appartamento che insieme alla madre ha a Tagliata di Cervia.

Appena letto l’articolo sul giornale Tomasi ha scritto all’indirizzo mail che aveva lasciato Bruno, si sono dati appuntamento e una volta visto l’appartamento Taoufik ha subito detto che era interessato. Quando Bruno condivise quel suo primo appello, assicurava che sarebbe bastato un primo incontro per rendersi conto che Toufik «È un bravo ragazzo, che merita fiducia», per lui era stato così quando si mise a cercare un coinquilino per casa sua. Ed è stato così anche per Tomasi.

Ora il ricongiungimento

Per arrivare alla firma del contratto c’è voluto un po’ di tempo, quelli necessari a svolgere le pratiche con la banca per la fidejussione che Tomasi chiede ai suoi inquilini e quelli della normale burocrazia, rallentati un po’ dalla concomitanza delle festività natalizie. Ma ora il venticinquenne tunisino ha finalmente un tetto che può chiamare casa e soprattutto, e questa è la ragione che aveva spinto Bruno a tentare la strada dell’appello pubblico, può finalmente avviare le pratiche per il ricongiungimento familiare, un percorso ancora lungo, «credo ci vorrà un altro anno».

Da quattro anni in Italia

Taoufik si è sposato ad agosto scorso e la casa era un prerequisito fondamentale perché sua moglie potesse raggiungerlo in Italia: «Sono qui dal 2018 – racconta – lavoro come muratore, ho lavorato molto nel cesenate, ma in realtà mi sposto dove sono i cantieri, quindi il fatto di dovermi trasferire a Tagliata non era un problema. Ho cercato per mesi, aveva fatto dei tentativi anche Bruno, ma quando capivano che era per me, dicevano di no. Sono davvero grato a Bruno, per il suo aiuto, al Corriere e alla signora Marzia che mi ha dato questa opportunità».

La nazionalità non c’entra

Chi ha un po’ di esperienza nella gestione di affitti e inquilini come Tomasi, sa bene che non sempre fila tutto liscio, che può capitare di imbattersi in inquilini problematici, poco puntuali nei pagamenti o che smettono di pagare, «Ma l’esperienza e il buon senso insegnano che non è una questione di provenienza. Sono rimasta molto colpita dall’articolo – prosegue Tomasi – al punto che ho deciso di scrivere al signor Bruno e devo dire grazie a lui e al Corriere perché ho trovato un nuovo inquilino». Dopo una decina di anni di affitti, con esperienze positive e negative, Tomasi, racconta «Faccio davvero fatica a comprendere come si possa scegliere la nazionalità come prerequisito. Sono capitate anche a me esperienze negative, ma davvero prescindono dalle provenienze o dal colore della pelle, per scegliere meglio ho imparato ad esempio a chiedere le referenze». Il fatto che siano tanti i proprietari di casa che scelgono di non affittare agli stranieri è anche il motivo per cui ha deciso di raccontare la sua scelta di affittare a Taoufik: «Parlando di queste cose con una amica riflettevamo sul fatto che fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce. Credo ci sia bisogno anche di storie positive, che magari incoraggino ad avere meno diffidenza. Per questo ho accettato di dare la mia testimonianza, perché credo ce ne sia bisogno».

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