Cesena, lezione di sport e vita al liceo dai campioni paralimpici

Alcuni atleti hanno incontrato ieri circa 200 studenti del Liceo scientifico “Righi” per parlare di sport, in particolare in relazione alla disabilità. Cinque i relatori dell’iniziativa, organizzata da Denis Maioli, professore di scienze motorie e sportive: Roberta Pedrelli, pallavolista paralimpica cesenate del Volley Club; Monica Tartaglione allenatrice e responsabile regionale Fipav Emilia-Romagna Sitting Volley; Mattia Ceccarelli atleta professionista del team Cesena Triathlon; Filippo Caporali, consigliere della Federazione Italiana Triathlon; Mirco Acquarelli, atleta riminese della squadra Riviera Basket Anmil Sport Italia. Questo periodo di emergenza sanitaria è stato molto complesso per gli atleti: spesso gli allenamenti in palestra sono stati annullati e sostituiti con delle preparazioni da casa, attraverso attrezzature specifiche. «Bisogna avere molta forza di volontà e rimanere concentrati sull’obiettivo, nonostante le difficoltà – ha detto Mattia Cecarelli – Sopratutto nel contesto italiano in cui spesso lo sport non è considerato un lavoro ma un settore parallelo anche a livello agonistico. Vivere di solo sport è una scelta che io ho fatto, nonostante la laurea in ingegneria biomedica, ma richiede molti sacrifici». Monica Tartaglione ha spiegato agli studenti in cosa consiste il sitting volley, realtà attiva già da diversi anni nel territorio cesenate: «La pallavolo paralimpica è una disciplina inclusiva e senza barriere in cui gli atleti disabili e normodotati giocano stando seduti a terra. Le regole sono molto simili a quelle della pallavolo, con l’unica differenza che il campo è più ristretto e la rete più bassa. Ci sono 8 squadre a livello regionale e in meno di 5 anni, da quando è nato questo sport in Italia, si è formata la nazionale italiana che andrà alle Paraolimpiadi di Tokio. Questo è un successo sportivo enorme per la nostra nazione, a prescindere dal risultato» Roberta Pedrelli, atleta della Nazionale italiana, Argento all’Europeo e qualificata alle Paralimpiadi di Tokyo 2021, ha raccontato: «Nel 2016 sono stata amputata all’arto inferiore e mi è caduto il mondo addosso. Ho una bambina piccola e non è stato facile. Ho subito pensato che non dovevo demoralizzarmi, bensì fare qualcosa per la mia vita e dare a mia figlia un esempio positivo. Parlando con il Comitato Paralimpico sono venuta a conoscenza del sitting volley, e appena ho avuto occasione di provare questo sport mi sono divertita tantissimo».

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