Cesena, le strategie del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile

A Cesena il cambiamento passa anche attraverso la mobilità. È questo il tema portante delle 11 strategie che definiscono il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) e relative all’integrazione tra sistemi di trasporto, sviluppo della mobilità collettiva, mobilità in sharing, rinnovo del parco veicolare e diffusione della cultura connessa alla sicurezza della mobilità. Dall’avvio del percorso partecipativo, e grazie ai diversi incontri con i cittadini, gli stakeholders, e gli attori che vivono il territorio (scuola, Università, Associazioni, movimenti ambientalisti), sono emersi precisi bisogni che articolano la visione futura di città sulla base di tre dimensioni di intervento: spazi e servizi multimodali; scelte e comportamenti delle persone; governance (ovvero l’insieme degli interventi che mirano a costruire un efficace modello organizzativo per la pianificazione futura dei progetti e servizi di mobilità). Con il Piano infatti si intende accelerare la rigenerazione già intrapresa degli spazi pubblici al fine di renderli multifunzionali – pensati e progettati per ospitare diverse funzioni e andare incontro alle diverse esigenze delle persone – e multimodali  – organizzati per essere permeabili ai diversi modi di spostarsi in base al contesto.

Il PUMS, in base al contesto d’inserimento dello spazio nel territorio e la relazione con i luoghi presenti, propone nuovi “concetti di spazio pubblico” che mettano al centro la persona e che facilitino le relazioni. In sintesi, occorre riprogettare gli spazi di condivisione dando ampio spazio alle ZONE 30, al fine di moderare la velocità dei mezzi in un contesto urbano, e creando una nuova proposta di riordino degli spazi di circolazione: per pedoni, biciclette, trasporto pubblico locale, traffico veicolare e logistico.

 L’assessora alla Mobilità Francesca Lucchi e il dirigente del Settore tutela dell’ambiente e del territorio Giovanni Fini 

Alla base della visione futura (anche costruita attraverso la redazione del Piano Urbanistico Generale, del Piano per l’Abbattimento delle Barriere Architettoniche e del Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile) c’è una città dove il sistema di mobilità non solo garantisce elevate condizioni di sicurezza e minore inquinamento ma dove l’organizzazione stessa degli spazi e delle destinazioni promuove forme di mobilità ‘attive’ a tutela del benessere della collettività. Con la redazione di questo Piano della mobilità l’Amministrazione comunale punta l’attenzione sulla tutela del clima e dell’ambiente sostenendo scelte energetiche a minor impatto, aspetti per altro fondamentali, e guarda alla città del futuro, promuovendone la bellezza e l’attrattività, la salute prodotta da stili di vita sani ed attivi, e la crescita economica, considerando aspetti di sviluppo socioeconomico che nuovi modelli di mobilità potranno portare, valorizzando anche il cicloturismo.

Le 11 strategie

1. Rigenerare e rifunzionalizzare gli spazi urbani per promuovere una mobilità più sostenibile;

2. Migliorare le prestazioni (comfort, sicurezza, efficacia, accessibilità) delle diverse reti e servizi di mobilità;

3. Favorire l’intermodalità e l’integrazione tra i diversi sistemi di mobilità;

4. Promuovere il “diritto a non muoversi” attraverso l’accessibilità digitale;

5. Favorire l’elettrificazione e automazione della mobilità;

6. Raccontare il cambiamento che si intende promuovere tramite iniziative mirate;

7. Predisporre la società al cambiamento di abitudini e stili di mobilità;

8. Premiare il cambiamento nelle scelte sostenibili di mobilità;

9. Favorire la creazione di sinergie intra- ed interistituzionali per una programmazione e progettazione di qualità;

10. Migliorare la conoscenza sullo stato attuale e le esigenze future dell’accessibilità cittadina;

11. Governare il cambiamento del sistema della mobilità cittadina

Le 61 azioni

Queste strategie sono articolate in 61 azioni nelle quali è data maggiore priorità agli interventi di gestione della domanda di mobilità e di riprogettazione delle infrastrutture e dei servizi esistenti, prima ancora della realizzazione di nuove infrastrutture e servizi al fine di: efficientare e razionalizzare la spesa pubblica, valorizzare il patrimonio esistente, limitare e mitigare gli impatti ambientali e altre esternalità negative. Nella definizione delle strategie e delle azioni il Piano tiene conto di tre differenti scale temporali degli interventi possibili: breve periodo: misure attuabili immediatamente o nell’arco di 1-3 anni; medio periodo: misure attuabili indicativamente nei prossimi 3-5 anni, lungo periodo: misure incerte, attuabili nell’arco di 10-20 anni.

Giovedì 25 febbraio il Consiglio comunale ha approvato le linee di indirizzo del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile: una Cesena sicura e in salute, una Cesena resiliente e che pensa al futuro delle prossime generazioni, una Cesena attrattiva, vivibile ed economicamente vivace e una Cesena inclusiva ed equa. Veri e propri obiettivi che, nel breve, medio o lungo termine saranno declinati in azioni, interventi e nuovi servizi che potranno indurre i cittadini a scegliere modelli di mobilità che non preveda la prevalenza di spostamenti motorizzati, come di fatto avviene oggi.

L’approccio individuato si basa sull’ASI (Avoid, Shift, Improve o Evitare/Riddurre, Modificare, Migliorare), definito nel 2007 e adottato a livello europeo, per lo sviluppo e la sostenibilità del settore dei trasporti e della mobilità. Tale strategia è stata adottata dalla European Energy Agency (EEA) e dal United Nations Environment Programme (UNEP) con la sua approvazione nel Quadro Politico Comune per i Trasporti e i Cambiamenti Climatici del 2009.

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