Cesena, ‘le mascherine distribuite a scuola? Non si buttano, sono perfette per levare la polvere’

Le mascherine in distribuzione gratuita a scuola? Ormai vengono considerate dai ragazzi quasi sempre assolutamente inutilizzabili per la funzione a cui erano destinate. Ma sono fantastiche per pulire perché intrappolano la polvere come i migliori “pannetti” dedicati che sono di solito in commercio.

Da quando sono state distribuite dal Governo, in maxi pacchi sia alle scuole che in altri luoghi pubblici come le sedi amministrative o i seggi elettorali, le mascherine “di Stato” hanno ricevuto solo critiche. Nessuno le porta e si accumulano in cartelle, bauli d’auto dei genitori e case tanto da far gridare allo spreco di denaro pubblico. Invece un ottimo utilizzo lo possono avere ugualmente. Ma non è quello per cui erano nate ad inizio pandemia.

A spiegarlo Sandra Severi, cesenate 44enne, operaia agricola e del comparto pulizie domestiche. «Come mascherine sono inutili – conferma – Non utilizzabili tutti e due i modelli che nel tempo sono stati distribuiti a pioggia. Quelle di completo colore bianco hanno due stringhe che passano dietro alla testa difficili da indossare soprattutto per le bimbe/ragazze coi capelli di solito più lunghi dei maschi. Poi appannano tantissimo gli occhiali e chi porta lenti non le avvicina. Quelle di colore blu hanno gli attacchi talmente sproporzionati dalla mascherina che piegano le orecchie in avanti e tendono ad essere troppo scomode, quasi dolorose, per l’uso anche solo per pochi minuti. Figuriamoci per 5 ore di scuola. Banalità di progettazione che le ha portate subito ad essere abbandonate. Tra l’altro le prime distribuite sono talmente sottili che pur indossandole si riesce soffiando a spegnere candele ed accendini. Quindi anche sul grado di effettiva “traspirazione” lasciano perplessità».

Si sono accumulate nelle case di tutti i romagnoli, insomma. Che farne? Buttarle?

«Mi sono accorta di come non sprecarle – spiega Severi – frequentando un gruppo Facebook dedicato ad addette professionali ai lavori di pulizia ed a semplici casalinghe. Si chiama: “Pulizia casa, le malate del pulito”. Qui oltre che scambiarsi consigli sulle questioni igieniche e di pulizie di tutti i tipi, si dibatte spesso anche di vita quotidiana. È una comunità di 107 mila persona da tutta Italia, una delle quali un bel giorno si è chiesta pubblicamente “Che fare di queste inutili mascherine?”. C’era chi aveva trovato la soluzione e l’ha condivisa. Come misura e dimensione già si somigliavano parecchio ai “pannetti” per la polvere che alcune case specialistiche inseriscono nei loro bastoni per passare la polvere e lucidare i pavimenti. Il materiale di cui queste mascherine sono composte evidentemente è simile a quello per i panni della polvere. In effetti, tutti e due i tipi di mascherine distribuiti a scuola hanno un’ottima resa come passa polvere. Da sole o irrorate di prodotti specifici funzionano meglio di tanti panni in commercio, anche costosi. Chi ancora le conserva a casa si accorgerà che si tratta di un ottimo presidio. Magari non contro il Covid-19 ma sicuramente per pulire e lucidare».

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