Cesena, lavori allo stadio per il nevone ai raggi x in tribunale

Processo contro gli ex vertici dell’A.C. Cesena per l’accusa di false fatturazioni: ieri in tribunale, la lente è stata puntata sui lavori fatti allo stadio “Orogel Manuzzi” per ripulire gli spalti e rendere praticabile il campo di gioco in occasione del nevone del 2012. Per valutare la colpevolezza o meno dei nove imputati, sono stati ascoltati un paio di testimoni chiave per capire quali interventi furono fatti e quindi se ci furono incongruenze tra quanto dichiarato e la realtà dei fatti: l’ex dirigente comunale del settore Lavori pubblici, Gualtiero Bernabini, e Gianluca Campana, allora responsabile della sicurezza dello stadio. È stato inoltre ascoltato un consulente contabile di uno degli imputati, ma gli spunti più significativi sono arrivati dai primi due. Bernabini ha confermato che furono effettivamente realizzati interventi di spalatura della neve che si era accumulata nell’impianto sportivo dopo la quantità record di fiocchi bianchi caduti 9 anni fa. Campana ha poi specificato che dal rinvio della partita tra i bianconeri e il Catania, il 4 febbraio 2012, si lavorò fino a poche ore prima del calcio d’inizio del match che si disputò il 19 febbraio contro il Milan, in particolare per riuscire a rendere praticabile il rettangolo di gioco.

Il procedimento giudiziario in corso, la cui prossima udienza è stata fissata per il 23 febbraio, affonda le sue radici nell’operazione “Ippocampo”, che vide prima la polizia e poi la guardia di finanza impegnate a ricostruire quelle che per l’accusa retta dal pm Sara Posa furono operazioni inesistenti e metodologie distrattive effettuate per depauperare le casse dell’Associazione Calcio Cesena ai tempi in cui era presidente Igor Campedelli. Sotto esame c’è non solo lo stadio ma anche il complesso di Villa Silvia. Secondo l’accusa, molte cose non quadrerebbero nelle voci di bilancio riferite a quei lavori, perché le spese sarebbero state gonfiate o ci si sarebbe inventati opere non fatte, indicandole addirittura in un caso come eseguite da una ditta che era addirittura già cessata all’epoca dei fatti. Gli imputati a processo sono l’allora presidente Igor Campedelli, Potito Trovato, gli imprenditori edili Coclite Mastrorazio e Ilir Aslani, Paulin Camai, Luca Leoni, l’ex vice presidente di quell’epoca societaria Luca Mancini, Maurizio Marin e Giorgio Lugaresi.

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