Cesena: la velostazione prende forma

Se si fa la bicipolitana occorre pensare anche a una velostazione. L’amministrazione cesenate ne è convinta e per questo motivo a inizio anno aveva affidato a Dynamo, società cooperativa di Bologna, la progettazione funzionale della Velostazione. Un lavoro, quello realizzato da Dynamo, che trova sintesi nel documento “Una velostazione a Cesena – Indicazioni di fattibilità”, che la Giunta ha approvato recependone gli indirizzi per la definizione operativa del progetto che ora è pronto ad entrare in una fase più concreta. Fase per cui sono già stati previsti a bilancio 50 mila euro per la progettazione e 500 mila euro per la successiva realizzazione.

Parcheggio

Un parcheggio custodito, una officina, la rivendita di accessori e biciclette, un servizio di noleggio e deposito bagagli. Sono questi gli elementi principali che secondo Dynamo dovranno caratterizzare la velostazione cesenate. E proprio dalla sua funzione di parcheggio, la principale e caratterizzante, parte la descrizione dei servizi che dovrà offrire. Dovrà essere prevista la sosta all’aperto in giornata e un impianto in struttura ad accesso controllato e custodito con una piccola tariffa aggiuntiva per chi prevede anche la sosta notturna. L’accesso deve essere regolato con tessere e protetto con video sorveglianza, gli utenti devono essere in grado di poter accedere autonomamente allo stallo e al tempo stesso deve poter contare sull’assistenza del personale chi per anzianità o tipo di disabilità dovesse averne bisogno.

I possibili orari

A disposizione di chi parcheggia deve esserci una stazione di gonfiaggio gratuita e la possibilità di ricaricare la batteria dei mezzi elettrici. Nel documento vengono ipotizzati anche gli orari di apertura del servizio: dal lunedì al sabato dalle 7 alle 20, con la possibilità di includere anche le domeniche in primavera e in estate. Orari che comunque andranno valutati anche alla luce dei flussi dei pendolari il cui monitoraggio andrà potenziato. Quanto ai numeri: rispetto ai 500 posti previsti dal biciplan, il suggerimento di Dynamo è di partire 150 postazioni prevedendo la possibilità di ampliare l’offerta modularmente.

Manutenzione

La manutenzione intesa «come un appuntamento con il proprio “essere ciclista”». Parte da questo principio la considerazione di quanto sia centrale e importante garantire un servizio di riparazione di qualità. Quella che suggerisce il documento è infatti la previsione di «un’assistenza meccanica professionale che riconosca alla bicicletta la valenza di mezzo di trasporto, a volte l’unico o comunque preferito, a cui non si può rinunciare e che per la sicurezza dell’utente deve essere sempre manutenuto e in ordine».

“Bike solution”

Anche la vendita di prodotti e accessori necessari al ciclista urbano può e deve avere una valenza educativa, e in questo senso il documento suggerisce debba essere inserita in una strategia “bike solution” che abbiamo come obiettivo quello di «orientare l’utente ad utilizzare la bici anche in quelle condizioni che solitamente lo portano ad abbandonarla». In questo senso diventa funzionale alla strategia la vendita di abbigliamento invernale, antipioggia, di accessori antifurto, di accessori per il trasporto della spesa o dei bambini. La vendita delle biciclette sarà limitata al nuovo e il suggerimento di Dynamo è a scegliere produttori del territorio.

Missione turismo

La velostazione può diventare anche «una tappa fondamentale del prodotti “Cesena turismo”» e a questa considerazione rispondono due servizi: il noleggio di bici (muscolari ed elettriche) per singoli o gruppi organizzati, e il deposito bagagli, un servizio che può essere implementato senza alcun investimento ulteriore che ha un’alta marginalità, e che è essenziale per colmare il gap che a volte si crea tra arrivo o partenza e check-in o check-out in albergo.

Logistica sostenibile

Pensando la velostazione come parte di una rivoluzione della mobilità, questo spazio può diventare protagonista anche di una logistica improntata alla sostenibilità. Potrebbe infatti ospitare attività di consegna merci in bicicletta e cargo bike per l’ultimo miglio, diventando un centro di smistamento delle merci e il riferimento per i corrieri in bici offrendo loro un deposito per i mezzi, assistenza tecnica, un luogo di ritrovo. Non solo. I corrieri in bici, sottolinea Dynamo, «fanno tradizionalmente parte di una sottocultura underground che sta alla base di molte microcomunità attive nei temi della mobilità e sono quindi un importante target da coinvolgere», pensando servizi adeguati anche alle loro esigenze.

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