Cesena, la scuola cerca una soluzione comune

Dopo gli annunci, ieri è arrivati il decreto che chiarisce cosa cambierà da lunedì prossimo per le scuole superiori. In zona rossa si deve garantire una presenza tra il 50% e il 75%, mentre in zona gialla e arancione il minimo sale al 60% ed è possibile arrivare anche al 100%. Una possibilità che però deve fare i conti con il trasporto pubblico e anche col buon senso. Le scuole cesenati stanno lavorando a una soluzione comune.

La scelta è la prudenza

«Non vedo chissà quale cambiamento e perciò credo che la scelta migliore sia quella della prudenza – afferma Luciana Cino, dirigente dell’istituto tecnico “Garibaldi-Da Vinci – Il mio piacere più grande sarebbe riavere tutti gli studenti in presenza, ma l’esperienza ci insegna ad essere prudenti». In che modo sarà organizzata la presenza e su quali percentuali ancora è in via di definizione: «Stiamo cercando una soluzione comune alle diverse scuole. Io posso dire quello che avevo immaginato di fare: garantire la presenza al 100% per le classi quinte fino a fine anno e la presenza al 50% per le altre». Anche le circolari rispecchieranno questo atteggiamento prudente: «Ne preparerà una per due settimane al massimo; partiamo e poi vediamo come va».

La partita dei trasporti

Prudenza e gradualità sono i due principi su cui si basa anche Lorenza Prati, dirigente del liceo “Righi”. Mentre quelli che circolavano erano ancora annunci e bozze di decreti, il mondo della scuola era già al lavoro per definire la strategia d’azione: «Sono già attivi alcuni tavoli, tra cui quello presieduto dal prefetto, che si occupa dei trasporti. Siamo tutti consapevoli che quella è la grande partita. Siamo orientati alla prudenza e stiamo cercando di capire se e quanta autonomia verrà lasciata agli istituti dal punto di vista organizzativo».

Verso una soluzione mediana

«Ancora non abbiamo certezze – commentava ieri mattina Simonetta Bini, dirigente del liceo “Monti” – ma la bozza del decreto intanto dà qualche indicazione e soprattutto fissa forbici percentuali e lascia margine alla flessibilità rispetto alla temuta imposizione di un 100% obbligatorio e pone sul tavolo elementi più ragionevoli». Quello avviato a Cesena è un percorso di confronto: «L’idea comune a tutte le scuole è quella di andarci con calma e di muoversi in maniera omogenea, una soluzione mediana capace di andare incontro alle esigenze di ciascuna scuola».

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