Cesena, la scelta su come spendere 9 milioni spacca il Consiglio

Una misura «rapida e incisiva», attenta al principio di «equità» e rivolta al futuro. Così l’assessore Camillo Acerbi ha presentato ieri la terza variazione di bilancio con cui 9 degli 11 milioni dell’avanzo “liberati” con l’approvazione del rendiconto 2020 si traducono in impegni di spesa. Hanno votato a favore Pd e Cesena 2024; contrari Lega, Cambiamo, Csn e M5s. La variazione è stata rapida perché, «nei limiti dei tempi della macchina amministrativa», arriva a circa tre settimane dall’approvazione del rendiconto. E’incisiva nei numeri, in quanto ammonta a poco più di 10 milioni di euro, complessivamente, di cui 9 di avanzo e poco più di1 milione derivante da trasferimenti e dividendi. E’ equa – ha ssostenuto sempre Acerbi – perché «l’impegno è stato quello di evitare i contributi a pioggia per provare ad intervenire laddove c’è più bisogno e con una prospettiva di sviluppo della città post Covid» e in questo senso rivolta al futuro. In fase di discussione e di voto, sono emerse chiare visioni contrastanti di città. «Abbiamo sentito parlare di una Cesena inclusiva e vivace, che punta allo sviluppo economico, ma non troviamo nulla di tutto questo nelle politiche di questa amministrazione», ha detto il consigliere della Lega, Enrico Sirotti Gaudenzi, che ha accusato la giunta di non essere pronta a rispondere alle conseguenze dell’emergenza sanitaria: «Dimostrate di non avere alcuna idea della crisi che ci aspetta». Gli attacchi più duri li ha riservati però all’assessore alla Cultura, Carlo Verona, definendolo «inadeguato» e citando tra le ragioni a sostegno di questo giudizio la mancata assegnazione del titolo di capitale del libro. Ha fatto una critica di metodo, oltre che di merito, il consigliere di Cesena siamo noi, Vittorio Valletta, che ha rimproverato all’amministrazione di non avere condiviso con le forze politiche di minoranza e con la città delle scelte contenute nella variazione. «Un metodo che ormai non stupisce più» – ha rincarato la dose il consigliere di Cambiamo, Luigi Di Placido. Secondo Valletta, le misure previste dall’amministrazione «non vanno a colmare le distorsioni create dal meccanismo dei sostegni governativi, non riuscendo a dare risposte puntuali a quelle situazioni che rimangono scoperte e che dal livello governativo non è possibile intercettare». Ha parlato invece di «programmazione a macchia di leopardo» il consigliere del Movimento 5 stelle,lamentando la carenza di interventi sul tema della sicurezza. Ha rivendicato invece«la capacità di tradurre in atti la nostra visione della città post-Covid» il capogruppo Pd, Filippo Rossini. Il sindaco Enzo Lattuca haosservato che«è normale che nel voto su una delibera del genere si riflettano le differenze tra le parti. La nostra programmazione può essere criticabile, ma ancora una volta noto una mancanza di proposte alternative». Granitica, infine, la difesa che ha fatto dell’assessore Carlo Verona.

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