Cesena, la rocca raddoppia i visitatori aspettando due musei

Dopo due anni di difficoltà, prima per una precedente gestione che non si è rivelata all’altezza e poi per le restrizioni a causa del Covid, la rocca sembra pronta per sbocciare di nuovo, sotto la regia dell’associazione “Jazz Life” guidata da Luca Di Luzio, a cui è stata prorogata la gestione. Ci sono già numeri molto incoraggianti. In questi primi mesi del 2022 le visite hanno già fatto segnare quasi 4.000 presenze, il doppio dell’intero 2021. Tre sere fa, ha fatto il tutto esaurito il primo spettacolo della bella stagione, la stand-up comedy di Luca Ravenna: circa 790 spettatori, la capienza massima autorizzata in quello spazio, per ragioni di sicurezza, si sono goduti l’ironia graffiante del comico, sempre più sulla breccia. Per le prossime settimane è pronto un calendario di appuntamenti stuzzicanti, a partire del “Cesena Jazz Festival”, con 7 appuntamenti a partire dal 30 giugno, che potranno contare sull’esibizione di star internazionali. In Comune si sta inoltre abbozzando un disegno di più ampio respiro per valorizzare anche l’anima storica-museale della struttura che prese forma nel periodo dal 1380 e al 1477. A fare il punto è l’assessore alla Cultura, Carlo Verona: «La rocca è un monumento meraviglioso, da rispettare ma non da cristallizzare – afferma – Bisogna farla vivere anche con momenti conviviali e non trattarlo solo come un contenitore museale. Anche perché va superato il concetto che la cultura debba essere legata alla fatica. Qui ci si può, per esempio, godere dagli spalti una vista sulla Romagna a 360 gradi, come non sui trova da nussun’altra parte. So possono trascorrere momenti piacevoli in compagnia, mangiando qualcosa di buono. E soprattutto c’è una corte interna davvero suggestiva che deve tornare a essere sempre di più uno spazio per eventi musicali».

Idee museali

Fatte queste premesse, Verona non trascura comunque il contenuto più prettamente storico-museale. «Resto dell’idea che la collezione di strumenti e oggetti della civiltà contadina debba essere spostata in un’altra sede, per lasciare spazio a sale espositive più a tema col contesto della rocca. Penso che una sede ideale dove trasferirla potrebbe essere l’Istituto tecnico agrario. Dopodiché nel torrione “maschio” e nella “femmina”, senza bisogno di riempirli necessariamente perché hanno già di per sé una loro bellezza, potrebbero essere sviluppati due progetti. Uno, partendo dalla sala d’armi già esistente, potrebbe essere incentrata sulla storia dell’antica Giostra d’incontro di Cesena, tra cavalieri in armatura. L’altro potrebbe ruotare attorno alle ceramiche malatestiane, in una sorta di continuazione con quelle che saranno esposte nel nuovo museo archeologico all’interno del complesso della biblioteca. Un progetto che nel tempo è cresciuto rispetto all’ipotesi originaria, trasformandosi in un intervento da oltre 1 milione di euro, che realizzeremo presto». Le grandi potenzialità della fortezza malatestiana anche dal punto di vista storico-monumentale sono evidenti. «Abbiamo avuto quasi 300 persone durante le visite guidate serali proposte nei giorni scorsi nell’ambito della “Notte dei musei”. E stiamo pensando di fare una sorta di bis, perché quasi altrettanti cittadini li abbiamo dovuti lasciare in lista d’attesa. Le visite serali sono molto suggestive e vogliamo puntarci».



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