Musica alta, luci accese e tavoli apparecchiati ma nessun cliente seduto. È andata in scena la protesta di bar e ristoranti cesenati che hanno scelto di manifestare dal centro alle frazioni, ma attenendosi alle regole imposte da decreti e ordinanze. Lo slogan della manifestazione “Adesso basta” compariva sotto forma di hashtag su cartelloni e magliette indossate da titolari e dipendenti delle attività ma anche amici e clienti.
«Siamo contenti – commenta il presidente di “Centro anch’io” , Fabrizio Faggiotto – Ciascuno ha aderito a proprio modo, ma tutti nel rispetto delle regole. La risposta migliore a chi ci accusava in questi giorni, sostenendo che l’unico modo di protestare era aprire, rischiando la propria licenza. Quello che volevamo non era esporre chi aderiva al rischio di ripercussioni legali, ma manifestare, pur nella diversità, una unione di intenti, ribadire il ruolo sociale che hanno queste attività, mostrarci solidali con chi oggi è più colpito da questa situazione e mandare un segnale forte a chi è chiamato a prendere decisioni».

Manuel del Mosaic, del “Mosaic”, beer pub in via Battisti, sintetizza le richieste: «Vogliamo semplicemente poter lavorare e farlo in sicurezza». La scelta di aderire – spiega – «è il segno di protesta di uno dei settori più colpiti. Ci hanno fatto investire per adeguarci ai protocolli e garantire il distanziamento, salvo poi impedirci di lavorare. Noi chiediamo semplicemente questo: poter lavorare».
Non nascondono un pizzico di amarezza Mauro Alba e Federico Bertani, di “Roovido”: «Ci aspettavamo più gente, più solidarietà dai clienti e da chi ha attività – dicono – ma capiamo che chi fa il nostro stesso lavoro è impegnato a mandare avanti la sua attività».

La prossima tappa della protesta è fissata per martedì mattina: «Andremo sotto il palazzo della Regione a manifestare – annuncia Faggiotto – Stiamo raccogliendo le adesioni in questi giorni. Vogliamo portare al presidente Bonaccini il disagio dei lavoratori cesenati».

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