Cesena, la Confcommercio: “Serve più spinta per l’economia”

Qual è la rotta su cui si indirizza Cesena ancora in convivenza con la pandemia, con il settore economico stremato dall’emergenza? Ed è veramente una rotta di crescita per la città?
Su questi quesiti di fondo deve innescarsi la riflessione, secondo il presidente di Confcommercio cesenate Augusto Patrignani. ”Nel 2019 Confcommercio presentò un documento ai candidati sindaco – osserva il presidente Patrignani – con trenta punti, ma non si trattava della lista della spesa: chiedevamo un modo di amministrare coraggioso, che non si limitasse al piccolo cabotaggio dell’amministrare quotidiano, ma indicasse e una idea di città da realizzare nel medio termine, anche oltre i cinque anni di legislatura. L’obiettivo doveva essere la crescita, il rafforzamento della qualità della vita coniugando investimenti e sostenibilità e implementando i servizi, nonché il rilancio urbanistico anche attraverso la rigenerazione urbana degli edifici non utilizzati o sottoutilizzati e piani di crescita del tessuto urbano: questi i punti fermi su cui innescare le politiche incentivanti. Una città per lo sviluppo che accompagnasse e sostenesse il tessuto produttivo che dà lavoro, linfa e vita alle nostre città: vale a dire le piccole imprese, la spina dorsale del nostro territorio comunale”.
“Certo – aggiunge Patrignani -: è arrivata la pandemia ed è cambiato il mondo, ma proprio perché siamo in questa nuova situazione Confcommercio ritiene che debba essere impressa una spinta ancora più netta nella rotta del rilancio riducendo il peso fiscale e burocratico in una logica di equità e ragionevolezza; investendo in sicurezza, prerequisito per ogni ambiente favorevole allo sviluppo; investendo in servizi sanitari adeguati ancor più necessari dopo l’arrivo del Covid; in politiche a sostegno di chi intraprende: in un sistema del welfare che coinvolga i privati non solo laddove il pubblico non arriva applicando la sussidiarietà; migliorando l’aspetto, il decoro delle nostre città, rendendole vive e fruibili dal centro alla periferia; facendo interagire cultura, turismo e attività economiche; operando fattivamente in una ottica sovracomunale per rendere più forte il territorio  in una dimensione romagnola”.
A noi, superato il guado di metà legislatura, – aggiunge il presidente di Confcommercio cesenate – pare che si debba procedere con più spinta. Alla sostenibilità ambientale, obiettivo giusto, deve accompagnarsi il perseguimento della sostenibilità economica, del lavoro, della crescita, del benessere, di cui le imprese sono creatrici se hanno l’opportunità di operare in un ambiente favorevole”. “In questo momento l’amministrazione comunale – conclude Patrignani – ha in mano uno strumento straordinario, quello dei progetti da candidare al Pnrr, una fucina da cui far scaturire anche interventi nella direzione dello sviluppo: l’abitare sociale e l’edilizia scolastica vanno bene, come settori da potenziare, ma non bastano: serve di più, ad esempio interventi indirizzati alla rigenerazione urbana che favoriscano il commercio al dettaglio e le attività produttive. Confcommercio richiede un’accelerazione sulla cura di progetti nel breve e medio periodo da cui possa scaturire il rilancio economico che produce il miglioramento vero della qualità della vita; e che venga indicata e perseguita una road map dello sviluppo. E’ ora di galoppare, per rimettersi in corsa”.

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