Cesena, la Confcommercio: “Per un cesenate su due il negozio fisico è insostituibile”

Il negozio in carne e ossa resta un punto fermo. Per un italiano e un cesenate su due l’esperienza di acquisto nel negozio fisico è insostituibile e con il ritorno alla normalità il 96% degli italiani continuerà a comprare negli store fisici trasversalmente a tutte le fasce d’età. È quanto emerge da uno studio condotto da Assofranchising, in collaborazione con Nomisma, che ha analizzato la propensione allo shopping e agli acquisti degli italiani per il Natale 2021 e le richieste dei consumatori per 2022, includendo anche rappresentanze del nostro territorio.

“Anche se il Covid-19 ha cambiato molto le abitudini di acquisto dei consumatori, che ad oggi sono sempre più orientati verso il digitale- mette in luce il presidente Confcommercio cesenate Augusto Patrignani – il ruolo dei negozi rimane dunque ancora un elemento imprescindibile e irrinunciabile per la maggior parte degli italiani.  E se la tecnologia resta una costante nella nostra vita quotidiana, in un mondo che si muove sempre di più verso un’esperienza omnicanale, rimane però una larga fetta di consumatori che non rinuncerebbero mai allo shopping fisico, in particolare per la fascia di età compresa tra i 45 e i 65 anni. La ricerca di Assofranchising anticipa che nel 2022 gli italiani saranno sempre più incentivati ad acquistare nei negozi fisici. Il 63% dei consumatori si focalizzerà sulla ricerca di spazi sicuri per fare shopping. L’attenzione alle misure di igiene e sicurezza è andata via via aumentando nel corso di tutta la pandemia, diventando un requisito indispensabile per i clienti. La presenza di dispositivi igienizzanti e gli accessi limitati negli ambienti di piccole dimensioni, sono elementi che rassicurano i consumatori. Il 39% degli italiani è invece alla ricerca di spazi più ampi e accoglienti. Infine il 34% desidera l’aiuto del personale, in grado di accompagnare e guidare l’esperienza di acquisto. Saranno questi i punti chiave che aiuteranno i negozi, i brand, i retail e le catene, a continuare a coinvolgere i consumatori anche dopo la pandemia”. 

Per quanto riguarda i consumi di Natale 2021, solo il 15% ha speso di più rispetto all’anno scorso – mette in luce Patrignani – . La maggior parte degli intervistati è  rimasta invece in linea con quanto destinato nel 2020, mentre solo il 20% ha speso di meno. Siamo ancora lontani dagli acquisti pre-Covid, infatti, analizzando i dati nel complesso,si può notare una contrazione della spesa per i regali di Natale (il 28% degli italiani ha comprato di meno rispetto al 2019, solo il 10% ha speso di più).

Commenti

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui