Cesena: la bolletta elettrica shock fa chiudere il supermercato di San Giorgio

Ancora un paio di giorni e San Giorgio resterà senza un suo supermercato.
La notizia è arrivata in questi giorni ai tanti clienti (soprattutto anziani che vivono nella frazione) che quotidianamente si servono per le necessità alimentari al supermercato “Cavaliere” di via Fratelli Latini.

A causare il serrate (ed il conseguente licenziamento delle dipendenti che da anni servono la frazione) è stato il caro energia. Come recita una bolletta appesa alla porta d’ingresso, il supermercato chiude perché i costi di gestione della sola elettricità sono aumentati di 5 volte a partire dal mese di agosto. Quella che prima era una bolletta di poco superiore ai mille euro, adesso supera di slancio i 6.000 euro. E nella massima trasparenza, anche come forma di protesta, i proprietari del supermercato hanno appeso all’ingresso la fotocopia che mette nero su bianco i motivi del serrate che scatterà dalla serata di venerdì.

Non è la prima volta che San Giorgio resta senza supermercato. L’ultima volta era avvenuta una mobilitazione massiccia dei residenti per poterlo riavere. Si parla dell’anno 2017: all’epoca anche il Quartiere si mobilitò e chiese aiuto al Comune per reperire il più velocemente possibile una nuova gestione per il supermercato.

«Infatti – spiega uno dei proprietari, Osvaldo Paci – io ed i miei soci normalmente ci occupiamo di tutt’altro ed in altre zone della provincia. Ma abbiamo creduto in questa operazione per la frazione di San Giorgio che era rimasta senza nulla di fruibile. Più che altro una operazione che ha avuto un ruolo sociale ben delineato. In questo supermercato si servono normalmente tanti anziani per la spesa quotidiana. Persone per le quali è una difficoltà maggiore prendere una vettura o comunque spostarsi per arrivare a molti chilometri di distanza nei market di più comune utilizzo per la spesa. Ci eravamo mossi e siamo stati aperti fino ad oggi anche perché le dipendenti del supermercato sono bravissime. Valeva la pena insomma tenerle qui e non disperdere una patrimonio valido per tutta la collettività di San Giorgio».

Poi è arrivata la mazzata energetica. «Quando ad agosto è arrivata una bolletta dell’energia elettrica di quasi 6.400 euro abbiamo subito capito che non potevamo più farcela. Considerate che la bolletta precedente era di 1.300 euro. Ora è 5 volte di più insomma. Ripartendo il costo della bolletta per i 25 giorni lavorativi che di solito contraddistinguono un mese standard, per noi tenere aperto questo supermercato significa che ogni mattina quando alziamo la saracinesca dobbiamo dare in automatico circa 200 euro ad Enel. Con due dipendenti e la clientela standard di una frazione come San Giorgio non è un modello sostenibile».

Commenti

  1. Nel silenzio quasi totale e rimandando qualsiasi decisione si lasciano morire realtà che generano ricchezza per sé e per gli altri. So di attività che hanno ottimizzato la gestione del fresco utilizzando frigoriferi e celle per prodotti diversi che in genere non dovrebbero stare assieme ma i clienti capiscono,la criticità del momento è ormai insostenibile.

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