Cesena, l’Avis premia i fedelissimi: c’è chi ha superato le 200 donazioni di sangue

Sono una trentina i donatori di sangue che, arrivati al termine della loro ‘carriera’ nel segno della solidarietà, hanno ricevuto questa mattina l’attestato di gratitudine di Avis Cesena nel corso di una cerimonia svoltasi nel chiostro di San Francesco, con la partecipazione del sindaco Enzo Lattuca. Si è conclusa così la settimana di iniziative messe in cantiere da Avis in occasione della Giornata mondiale del Donatore di Sangue (14 giugno).

Gli attestati di gratitudine sono destinati a tutti i volontari con all’attivo almeno trenta donazioni che, per raggiunti limiti di età  o per problemi di salute,  hanno concluso il percorso.

Per due anni, a causa della pandemia, non è stato possibile consegnarli, ma quest’anno finalmente la tradizione è ripresa: i premiati di questa mattina sono solo una parte dei donatori ‘pensionati’ negli ultimi tre anni.

”Questo  – spiega il presidente di Avis Cesena Gualtiero Giunchi –  è uno dei momenti più significativi per la nostra associazione, perché ribadisce il forte legame  con il territorio e il valore del dono del sangue come gesto esemplare  di cittadinanza attiva. Ecco perché in questo appuntamento coinvolgiamo sempre l’Amministrazione comunale, che non si è mai tirata indietro e che per questo ringraziamo”.

Molto diverse le storie e le esperienze dei donatori che hanno attaccato  la sacca al chiodo: c’è chi ha cominciato giovanissimo senza mai fermarsi e chi ha ripreso dopo un periodo di pausa, c’è chi ha raggiunto il  traguardo record di oltre 200 donazioni, c’è chi è stato instradato dalla famiglia e chi, invece, si è avvicinato al dono del sangue dopo aver sperimentato direttamente l’importanza salva-vita delle trasfusioni.

Dopo il doveroso ringraziamento nei loro confronti, adesso  la sfida per Avis è quella di rimpiazzarli con nuovi donatori.

Quasi 8mila donatori a Cesena

Attualmente nel comprensorio cesenate si contano poco meno di 8mila  (di cui 4.326 solo a Cesena) e grazie a loro nel 2021 è stato possibile raccogliere 15.742 unità fra sangue intero e plasma. Un risultato che ha garantito l’autosufficienza del nostro sistema trasfusionale per quanto riguarda il sangue intero (ma ancora non è così per il plasma). Ecco perché è così importante che i donatori ‘pensionati’ trovino al più presto degli eredi.

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