Cesena: l’annuncio sulla maturità spaventa gli studenti

Il Ministero alla fine ha deciso come si svolgerà l’esame di Stato per le scuole Superiori: tornano le 2 prove scritte, sia il tema d’italiano che la 2ª prova sulle varie discipline d’indirizzo. Insomma dopo due anni di cambiamenti, esame solo orale, esame con un elaborato scritto a casa, si torna al vecchio modulo dell’esame di Stato: le due prove scritte.

L’esame della terza maturità ai tempi del Covid partirà il 22 giugno, con 7 tracce per il tema d’italiano, ed il giorno dopo ci sarà la prova scritta con la disciplina d’indirizzo, che cambia a seconda delle varie scuole, ma si può immaginare essere ad esempio greco o latino al classico, matematica o fisica allo scientifico. L’orale, che si potrà fare anche on line, sarà un colloquio su un materiale proposto dalla commissione di Educazione civica e Alternanza scuola lavoro.

E se gli studenti si dicono scioccati e spaventati, i dirigenti scolastici in linea generale sono contenti.

Gli studenti

La prima reazione, tra gli studenti «è stata il panico», racconta Samuele Campana, studente del 5° anno al liceo scientifico Righi che rappresenta nella Consulta provinciale degli studenti. «Sapevamo che quest’anno sarebbe tornata la prima prova scritta, si vociava della possibilità che tornasse anche la seconda, ma arrivati a febbraio non ce l’aspettavamo più». A scuola e nelle chat degli studenti c’è un generale clima di tensione, «C’è anche chi è pronto a manifestare, ma c’è anche chi è contento si possa tornare verso la normalità. La mia opinione è che i presupposti per questa decisione c’erano: siamo tornati in aula, l’anno sta andando in modo più o meno regolare».

Quello che sembra consolare tutti, studenti e professori, spiega lo studente, «È il fatto che salvo sorprese la seconda prova sarà preparata da ciascuna commissione, tenendo conto quindi di come è andato l’anno scolastico. Diversamente il rischio sarebbe stato quello di fare una figuraccia e vedere le medie abbassarsi drasticamente. Alla fine è questa la cosa che preoccupa i più». In questa fase concitata è più agitato chi si era rilassato un po’ troppo contando sull’orale unico, «I professori ci hanno detto che adesso bisogna cominciare a pedalare, chi aveva tenuto un ritmo un po’ più blando ora dovrà recuperare».

Il paziente zero

«Le ultime notizie in merito all’esame di stato sono state recepite anche con ansia e sdegno. La sensazione – intervengono gli studenti di quinta del liceo Monti – è quella di essere “pazienti 0” coloro che dovranno aprire per primi le porte della ritornata normalità; peccato che per due anni di normalità e serenità se ne sia vista poca nelle scuole».

L’unica colpevole di questa situazione è la pandemia «Che ha stravolto totalmente il metodo didattico, rendendo pressoché impossibile esercitarsi in maniera adeguata nelle materie scritte ovvero quelle stesse che vogliono vederci sfidare a giugno. Noi maturandi del 2022 ci siamo visti sottrarre gli anni più importanti del percorso scolastico, dal terzo anno in poi si affrontano con più attenzione le materie di indirizzo ma ovviamente la Dad (soprattutto quella primordiale del primo anno) non è stata in grado di darci la preparazione adeguata».

Difficoltà che non sono ancora state del tutto superate: «Tra quarantene di professori e alunni vengono recise parti di programma e fatti in maniera frettolosa. Il covid – aggiungono gli studenti del Monti – poteva essere un’occasione per rivalutare totalmente il modo in cui si conclude il percorso delle scuole superiori, che è sempre stato argomento di dibattiti ma forse mai di reale interesse. Peccato anche per chi vede questo nostro sdegno come la tipica lamentela dei giovani che non vogliono faticare: la voce chi dovrà affrontare questo esame è la più importante (anche rispetto a quella dei professori)».

I dirigenti

«Anche se ancora coi ragazzi non ho parlato, essendo presa dalla gestione dell’emergenza Covid, e ancora non è chiaro come sarà la decisione finale, credo che sia una notizia positiva il ritornare a fare un esame più rigoroso e serio ed avere qualche prova in più che può permettere a chi è più bravo di cimentarsi. Vedremo comunque l’ordinanza» commenta la notizia Lorenza Parti dirigente del liceo scientifico A. Righi.

Si dice contenta di questo ritorno alle due prove scritte anche la dirigente del liceo linguistico I. Alpi. «Per un liceo linguistico la seconda prova scritta è un punto di forza perché nella nostra scuola si lavora tanto sulle abilità scritte e molti ragazzi hanno competenze più alte allo scritto che all’orale. Non sempre per i nostri ragazzi è stato più agile avere solo la prova orale. Sono contenta che si sia tornati alle due prove scritte perché è una modalità di esame di Stato più completa per il nostro indirizzo».

Resta in attesa di capire dalla bozza ministeriale come sarà in concreto l’esame la dirigente del liceo classico V. Monti. «Magari era più prudente non aver detto prima tante volte che ci sarebbe stato solo uno scritto d’italiano, ora sulla seconda prova qualche ragazzo può rimanere stupito. Aspettiamo di capire dalla bozza se e come cambiano le modalità rispetto allo scorso anno e vediamo come sarà questa novità del ritorno alle due prove scritte». Red.Om.

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