Cesena, invasione di cavallette: gli esperti studiano contromisure

Interventi diretti e soprattutto una precisa mappatura delle zone infestate dalle cavallette così da individuare i focolai e i luoghi in cui l’insetto depone le uova. È quanto emerso dal Comitato fitosanitario nazionale tenutosi nei giorni scorsi, durante il quale è stato fatto un aggiornamento sulle infestazioni che stanno colpendo anche il cesenate, in particolare dalle parti di Casalbono e Ranchio-Piavola. Martedì 5 luglio a Meldola tecnici del Settore Fitosanitario regionale insieme agli amministratori delle aree colpite faranno un punto sulla situazione e coordineranno gli interventi. Ad infestare sono sciami enormi di “Calliptamus italicus”, conosciuta anche come “cavalletta dei prati”, una specie autoctona. «Nel recente Comitato fitosanitario nazionale abbiamo illustrato – ha spiegato l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi – le diverse strategie di intervento, che prevedono anche l’uso di droni per il monitoraggio e per i trattamenti localizzati. Il settore fitosanitario regionale, in collaborazione con gli enti locali e l’Ausl Romagna, sta vigilando sullo sviluppo delle infestazioni di cavallette ed elaborando una strategia operativa di contenimento». Per ridurre le popolazioni di cavallette e contenerne i danni non si può però prescindere da un’attenta azione di presidio del territorio «che coinvolga tutti», ha chiosato l’assessore.

Gli interventi

I principali interventi saranno di carattere preventivo come la lotta meccanica per distruggere le ooteche (l’involucro in cui sono contenute le uova deposte dalle cavallette) con lavorazioni superficiali, come l’erpicatura, nel periodo autunno-invernale e comunque entro aprile, esponendo le uova agli agenti atmosferici ed ai predatori. Interessante in prospettiva l’impiego localizzato di volatili predatori come le faraone. Nelle zone infestate, prevalentemente destinate a colture foraggere biologiche, sono già in corso prove di campo per individuare i più efficaci trattamenti bio utilizzabili su erba medica. A Meldola è in corso, grazie alla disponibilità di una società specializzata, una sperimentazione per verificare l’efficacia di un nuovo formulato a base di funghi entomopatogeni, che potrebbe avere un’autorizzazione per uso eccezionale già dall’autunno prossimo.

Le zone colpite

Le infestazioni di Calliptamus italicus, seppur con diversi livelli di gravità, ora interessano l’intera fascia collinare e pedecollinare da Castrocaro fino alla Valle del Savio. Le coltivazioni di erba medica sono quelle che subiscono le peggiori conseguenze. I danni sono poi accentuati anche dalla siccità.

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