Cesena, invalido si trasforma in pusher: arrestato forlivese assieme al fornitore

CESENA. La compravendita di un etto e mezzo di droga, avvenuta in una modalità che fa pensare alla classica cessione da un “grossista” a un rivenditore, è costata a due persone il carcere per detenzione e spaccio di stupefacenti.

I due arrestati

Uno dei due finiti nei guai, un forlivese di 52 anni, secondo la linea del suo avvocato difensore, Alessandro Pinzari, non ha il profilo tipico dello spacciatore. Dietro il suo coinvolgimento ci sarebbe un risvolto di disagio sociale. È infatti un invalido con seri problemi di salute, che deve tirare avanti con una pensione di circa 250 euro al mese, e per non pesare eccessivamente sulle spalle della moglie si sarebbe fatto tentare dall’occasione di un guadagno facile.

Questo ovviamente non giustifica dal punto di vista giuridico né morale quanto ha fatto, ma è un fattore su cui il suo legale punterà per cercare di attenuare il più velocemente possibile la misura restrittiva della libertà, nella sua forma più severa, a cui è stato sottoposto il suo assistito.

A finire in cella, oltre a lui, è stato un 40enne originario di Brindisi che vive nel Cesenate, difeso dall’avvocata Daniela D’Amuri, che ha il proprio studio nella città pugliese.

Il blitz in casa

Le manette sono scattate nel primo pomeriggio del 24 gennaio, quando i carabinieri del nucleo operativo della Compagnia di Cesena hanno notato una persona dentro un’auto in sosta in un’area di servizio lungo la Secante. Era il 40enne originario di Brindisi e aveva un atteggiamento che è sembrato sospetto ai militari. Così, quando è partito, lo hanno tenuto sott’occhio e lo hanno visto recarsi in un appartamento in centro a Forlì, dove ad attenderlo c’era il forlivese di 52 anni. Fatta irruzione in casa, i carabinieri hanno rinvenuto nelle mani dell’uomo forlivese circa 150 grammi di cocaina che gli erano state appena cedute, per circa 7.000 euro, dall’uomo di origini pugliesi. Inoltre, a seguito della perquisizione, sono stati trovati un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento dello stupefacente. Tutto il materiale e il denaro sono stati sottoposti a sequestro.

Trattenuti in cella

Su disposizione del magistrato di turno, Fabio Magnolo, le due persone sono state poi portate in galera a Forlì, in attesa della convalida dell’arresto, che è avvenuta nella mattinata del 26 gennaio e si è conclusa con un provvedimento di custodia cautelare in carcere.

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