Cesena, un ingegnere che salva le meraviglie del mondo candidato al Premio Novello

Cosa accomuna i controlli eseguiti sulla torre di Pisa per valutarne la stabilità, il restauro del tempio di Luxor in Egitto, l’installazione di un sistema di monitoraggio automatico della cattedrale di Città del Messico, le indagini diagnostiche effettuate sulla basilica e il campanile di San Marco a Venezia o quelle sul Foro di Augusto a Roma e sui templi ad Agrigento e Paestum? Dietro ciascuno di questi interventi c’è la mano di uno straordinario ingegnere cesenate. Si chiama Pier Paolo Rossi, ha 79 anni e vive da tanto tempo a Bergamo, ma ha mantenuto un fortissimo legame con la sua città natale, dove una marea di amici ed estimatori lo accoglie a braccia aperte ogni volta che torna nell’abitazione che mantiene sulle colline a Monte Cavallo.

Per i suoi meriti professionali, ma anche per la sua statura morale e per la grande umanità, tante persone si stanno mobilitando in questi giorni, candidandolo come possibile vincitore del Premio Malatesta Novello, che verrà assegnato il 20 novembre. Sarebbe anche un omaggio all’amore che Pier Paolo Rossi ha conservato per la sua Cesena, a cui con le sue opere geniali ha finito per dare indirettamente lustro in tutto il mondo, Da quanto trapelato, sono lui e l’editore Roberto Casalini le due personalità che i cittadini cesenati stanno indicando in gran numero come meritevoli di ricevere il prestigioso riconoscimento, attraverso la consultazione popolare online lanciata dall’amministrazione comunale. Si può esprimere la propria preferenza fino a mezzanotte di domenica 7 novembre, collegandosi al link sul sito web del Comune di Cesena. Pier Paolo Rossi ha subito incassato anche il sostegno pubblico dell’associazione Italia Nostra, che attraverso il suo presidente Luciano Terranova invita a premiarlo.

Lui, che non ha mai voluto mettersi sotto i riflettori, dopo la laurea in Ingegneria conseguita all’Università di Bologna nel 1967, ha subito messo le sue qualità a disposizione prima della società “Ismes”, importante istituto di ricerca applicata e ingegneria del gruppo Enel, e poi a partire dal 1998 è passato alla “R Teknos”. Altrettanto ricca è stata la sua vita familiare: sposato con Anna Maria, ha avuto due figli, Christian, anche lui ingegnere, e Licia, medico del lavoro, che gli hanno dato quattro amatissime nipoti.

Le campagne di indagine che ha condotto su monumenti di enorme rilevanza storica ed architettonica sono talmente tante che è impossibile elencarle tutte. Per non parlare delle sue oltre cento pubblicazioni e delle decine di convegni internazionali di cui è stato relatore. Ma se si vuole proprio citare un suo merito, forse quello che ha lasciato più il segno sulla tutela dell’intero patrimonio dell’umanità è l’ideazione e la messa a punto di una prova innovativa con “martinetti piatti”. Una tecnica che consente di determinare i parametri per definire il comportamento meccanico delle murature. Se le future generazioni potranno continuare ad ammirare le meraviglie del passato sparse in ogni angolo del pianeta, lo dovranno anche a un ingegnere cesenate tanto di talento quanto modesto.

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