I manifesti affissi lo scorso luglio nella sede del Pd a Cesena

CESENA. Perquisizioni e sequestri nelle abitazioni di due militanti cesenati di Forza Nuova, finiti nei guai per il raid del 7 luglio scorso nella sede Pd in viale Bovio, esplicitamente ricollegato ai fatti di Bibbiano, con l’uso di immagini e di parole offensive. Sono stati anche condotti negli uffici della Questura, dove hanno saputo che sono indagati e l’ipotesi di reato che pende sulle loro teste è quella di diffamazione.

È stata Forza Nuova stessa a dare notizia di quanto accaduto, diffondendo un comunicato in cui lamenta: «Nemmeno la peggior dittatura sarebbe arrivata a tanto, e per una ridicola querela per diffamazione. I forzanovisti vengono prelevati dal lavoro, viene loro intimato di fare i nomi dei propri complici, le loro case vengono perquisite da cima a fondo. Il nuovo governo di estrema sinistra – tuona Desideria Raggi, responsabile regionale di Forza Nuova – ha già posto in essere un vero e proprio stato di polizia con un unico obiettivo: la totale repressione ideologica di tutti coloro che tentano di esprimere liberamente un pensiero contrario a quello unico di sistema».

Tornando ai fatti, nel pomeriggio di giovedì i carabinieri hanno effettuato la doppia perquisizione domiciliare, portando via, in modo da poterne analizzare il contenuto, smartphone e pc in uso ai due esponenti del partito di estrema destra. Partito che tra l’altro, poche ore prime, era stato anche bandito da Facebook e da altri social network, così come Casapound e gruppi neofascisti e neonazisti.

A fare scattare l’indagine è stata l’affissione nottetempo, sull’ingresso cesenate della sede del Partito Democratico, di due sagome di bambini imbavagliati e due cartelli di Forza Nuova che riportavano la frase “strappano i bambini alle loro famiglie, li plagiano e li affidano ad amici e coppie omosessuali”. Gli accertamenti per individuare gli autori del gesto avevano portato a riconoscerne rapidamente uno visionando le immagini registrate con le telecamere, mentre l’altro è stato identificato al termine di operazioni più complesse, incluso il monitoraggio di quanto scritto sui social network.

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