Cesena: in due rischiano la morte per la variante Delta

Chi non è mai andato in vacanza dalle zone del cesenate in questo agosto 2021 è il coronavirus. Complice le restrizioni da lockdown minori rispetto al 2020 e la variante Delta (tremendamente più infettate della B1), se l’anno scorso di questi tempi per tante settimane di contagi non se ne era più parlato, quest’anno la quota 0 non è mai stata raggiunta anzi: rispetto a 12 mesi fa si stanno sommando casi di persone che ammalatesi, con diverse dinamiche, hanno rischiato la vita in casa e sono state salvate all’ultimo minuto dall’intervento dei sanitari del 118 prima e degli ospedali della Romagna poi.

Avere o meno il vaccino in corpo, quando ci si ammala, continua a mostrare anche nelle vicende gravi, differenze sostanziali di soluzione degli effetti del virus, che spesso sono comunque devastanti.

Nella notte di sabato il 118 è stato chiamato ad intervenire lungo la via Cesenatico per un 70enne che faticava a respirare. Come sempre nelle situazioni Covid che volgono al drammatico la sintomatologia riscontrata da medici ed infermieri del soccorso era di un grado di “saturazione” pessima. Straniero di origini, con acciacchi di varia natura dovuti anche all’età, ha sommato a tutto il fatto di essersi beccato la variante Delta da non vaccinato. Ed è stato trasferito in condizioni complicatissime ed a rischio di vita all’ospedale Morgagni di Forlì, nel reparto di Malattie Infettive dove non sta reagendo in maniera particolarmente veloce e positiva alle terapie anti virus che gli vengono somministrate.

Stessa gravità altissima di partenza di inizio emergenza ma con prospettive di tempi e modi diversi per la guarigione, per un 55enne di Cesena. Che due giorni fa è stato soccorso su chiamata della compagna preoccupata per il suo stato di salute. Una decina di giorni fa si è vaccinato con Jenssen (dose unica dunque) ma ciò che non poteva sapere è che poco prima evidentemente si era infettato col Covid. All’insorgere della febbre tutti (compreso il suo medico di base) hanno creduto che fosse una normale reazione al vaccino ed allo svilupparsi degli anticorpi. Invece non aveva fatto in tempo a “creare” le protezioni interne, perché già contagiato al momento dell’inoculazione del vaccino. Anche lui, all’arrivo delle ambulanze a casa, era in condizioni di saturazione quasi da “pre coma”. L’età più verde rispetto all’altro caso, il vaccino comunque già in corpo, un quadro clinico pre malattia di salute discreta, hanno contribuito ad evidenziare fin dall’arrivo all’ospedale Bufalini di Cesena una risposta più pronta ai medicinali ed alle terapie anti Covid. Il cesenate che vive in una zona centrale e residenziale cittadina, ha iniziato subito a “migliorare” e continua ad uscire dal tunnel dell’infezione. Malgrado, visti gli effetti della variante Delta su di lui, sia ancora da tenere ricoverato sotto osservazione e curato nella porzione di reparto di Medicina d’Urgenza del Bufalini di Cesena dedicata ai malati di coronavirus.

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