Cesena, in Consiglio passa il no allo stralcio delle cartelle

Alla fine la maggioranza del Consiglio comunale ieri pomeriggio ha votato per opporsi al parziale stralcio delle cartelle esattoriali previsto dal Governo nella legge di bilancio votata a fine anno. A sostegno della rinuncia allo stralcio parziale si sono espressi Pd, Cesena 2024 e Cambiamo, astensione per Cesena siamo noi, mentre hanno votato contro Lega e M5s. Nonostante i tentativi dell’assessore Camillo Acerbi di portare razionalità e dati al confronto anche ieri, come già era accaduto lunedì in Commissione, lo scontro è stato piuttosto accesso.

Acerbi nella sua presentazione ha ribadito le valutazioni «oggettive» che hanno fatto propendere per il rifiuto della misura: «È una misura che non è conveniente per il Comune e non lo è per il contribuente». Per quest’ultimo perché può sempre ricorrere alla conciliazione ottenendo un beneficio uguale e in alcuni casi leggermente superiori alla conciliazione con Ader (Agenzia delle Entrate Riscossione). Nel caso del comune perché la misura agirebbe su cartelle (per lo più multe per violazioni al codice della strada) per cui il Comune, dati storici alla mano, stima con buon margine di probabilità, di riuscire a recuperare circa 200mila euro (su quasi 10 milioni) che diversamente andrebbero persi e senza ottenere in cambio alcun beneficio, nemmeno quello di risparmiare sulle spese di riscossione, che il Comune non paga e che, ha sottolineato Acerbi, «Ader continuerebbe a sostenere perché la misura non cancella le cartelle, ma ne riduce solo l’importo».

Difendono la scelta i consiglieri Pd: Angela Giunchi sottolinea come si tratti di una misura che aiuta solo i cittadini le cui cartelle sono state affidate per la riscossione ad Ader, lasciandone fuori altri. Luca Magnani difende la scelta dicendo di aver apprezzato il fatto che oltre a dare ragioni di tipo tecnico, l’assessore non si sia sottratto anche a dare un commento politico («che rivendico», ha detto in replica Acerbi). «È una legge codarda – ha detto il capogruppo di Cesena 2024 – che scarica sugli enti locali la responsabilità di una scelta da prendere in un mese appena».

La Lega è invece rimasta convinta che si tratti di una scelta dettata da ragioni ideologiche e moralistiche. Il consigliere della Lega Enrico Sirotti Gaudenzi ha condannato «l’atteggiamento della Giunta che prima esce facendone una questione morale, poi tenta di nascondersi dietro scelte tecniche, ma noi non cadiamo nel tranello. In commissione non siete stati in grado di rispondere alle domande, avete dimostrato che ci sono aspetti che non avete nemmeno preso in considerazioni». Sirotti Gaudenzi rinfaccia lo scarso dialogo con il riscossore Ader, da cui dipende l’incapacità di ricostruire con esattezza il profilo anche reddituale dei debitori, che secondo i consiglieri della Lega, «appartengono in larga parte alle fasce deboli».

Anche Claudio Capponcini del M5s è andato all’attacco della delibera: «Il Pd non può fare la morale a nessuno, tanto meno a noi», ha detto suscitando risposte polemiche dai banchi della maggioranza che hanno costretto la presidente Nicoletta Dall’Ara a intervenire per cercare di riportare ordine. Ma Capponcini ha soprattutto rivendicato per il suo partito l’impegno alla lotta agli insoluti, un tema su cui «non avete mai voluto spingere e che quando lo sollevavamo chiamavate fake news. Qui ci si vuole opporre per un presunto danno quando resta da dimostrare che il Comune riesca effettivamente a recuperare quei 200mila euro, che comunque sarebbero una esigua percentuale dei debiti non pagati».

Vota a favore, riconoscendo la validità delle valutazioni presentate dall’assessore, il gruppo Cambiamo che con il consigliere Luigi Di Placido non risparmia critiche: «Oggi ci troviamo in questa situazione perché il monte delle cartelle non pagate è così grande e lo è per colpa di anni di politiche sbagliate e questo noi non lo dimentichiamo». L’auspicio di Di Placido è che a questa misura corrisponda «anche un impegno maggiore sulla riscossione, perché altrimenti rimarrebbe solo la questione morale e con quella si fanno figuracce».

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