Cesena, in aula per l’omicidio liti condominiali e donne molestate

La vittima, Davide Calbucci di 49 anni, temeva per la sua compagna e le sue figlie. Giuseppe Di Giacomo, 66enne che lo ha ucciso a coltellate, era additato come un molestatore seriale di donne. Un’accusa da parte del suo vicino di casa che lo ha fatto infuriare al punto da arrivare ad uccide ed a costituirsi.

Fin dai primi interrogatori davanti al pm Laura Brunelli “il siciliano” aveva indicato come causa principe delle liti con Calbucci, le diatribe a tema molestie. Ieri in corte d’Assise il presidente Monica Galassi, il giudice a latere Marco De Leva, l’avvocato difensore (Filippo Raffaelli) e quelli di parte civile (Alessandro Sintucci e Marco Baldacci) hanno ascoltato i famigliari della vittima e le testimonianze di tante donne che hanno asserito essere state preda delle molestie del 66enne ora accusato di omicidio.

A partire da una vicina di casa, vedova, che Di Giacomo avrebbe cercato di baciare all’interno del condominio dichiarandole di voler avere una relazione clandestina con lei. .

In aula è stato raccontato di un approccio a palpeggiamenti con la dipendente di una vicina tabaccheria. Cosa che aveva scatenato le ire della proprietaria.

Nel tempo Di Giacomo aveva cercato anche di “accompagnare a casa” una donna conosciuta al parco diventato poi teatro del delitto. Lei si era dovuta allontanare di fretta e Di Giacomo due giorni dopo aveva il marito di questa donna che si lamentava per l’accaduto sotto casa sua.

Calbucci aveva saputo di tutte queste circostanze. Secondo i suoi famigliari temeva che Di Giacomo, residente ad un piano di distanza, potesse prima o poi molestare anche la sua compagna e le sue figlie. Per questo ci litigava e lo accusava di essere un molestatore. Cosa che ha scatenato la furia omicida del 66enne.

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