A Cesena imprese giovanili in crescita ma provincia fanalino di coda

Le imprese giovanili nella provincia di Forlì-Cesena stanno crescendo a un ritmo più sostenuto rispetto alla media regionale, ma la loro percentuale sul numero totale di aziende resta molto basso, il più basso d’Italia. Quindi l’aumento può essere visto come un semplice, seppure prezioso, recupero di terreno. Emerge dai dati Infocamere-Movimprese relativi al primo semestre del 2022, che confermano una risalita iniziata l’anno scorso, dopo un decennio di continue diminuzioni.

Carlo Battistini, presidente della Camera di commercio della Romagna, sottolinea che «i giovani, per motivi anagrafici, di indole e formazione, rafforzano la capacità di innovazione delle imprese, promuovono la creatività, sviluppano nuove idee e progetti imprenditoriali, accelerando lo sviluppo del Paese e la trasformazione digitale. In questo contesto di crescita, la bassa percentuale di giovani imprenditori operanti nel settore manifatturiero è una criticità. Se la ripresa economica deve passare necessariamente da un forte rilancio industriale, serve un contributo importante anche dalla componente imprenditoriale giovanile. Il migliore investimento che una classe dirigente lungimirante possa attuare è quello per stimolare le vocazioni, innalzare le competenze ed educare al rischio d’impresa».

Al 30 giugno scorso, nel territorio di Forlì-Cesena si contavano 2.301 imprese giovanili attive, pari al 6,3% del totale delle imprese attive (contro il 7% in Emilia-Romagna e l’8,6% in Italia). Rispetto a dodici mesi prima c’è stato un incremento del 3,1%, superiore al dato regionale (+1,4%) e ancor più a quello negativo nazionale (-1,3%). Tuttavia, il peso delle imprese giovanili sul totale delle imprese attive provinciali: Forlì-Cesena è il fanalino di coda delle 105 province italiane.

I principali settori economici risultano il commercio (27,2% delle imprese giovanili), le costruzioni (16,4%), l’alloggio e ristorazione (10,5%), l’agricoltura (9,3%), le altre attività di servizi (soprattutto servizi alle persone) (6,5%), l’industria manifatturiera (6,1%), le attività professionali, scientifiche e tecniche (5,3%) e noleggio, agenzie viaggio e servizi alle imprese (4,8%). Rispetto al 30 giugno 2021 si è registrato un aumento in cinque settori: +12,5% nelle costruzioni, +1,4% nelle altre attività di servizi, +4,5% nel manifatturiero, +2,5% nelle attività professionali, scientifiche e tecniche e ben +31% nel settore noleggio, agenzie viaggio e servizi alle imprese. In flessione, invece, commercio (-1,1%), agricoltura (-2,3%) e alloggio e ristorazione (-4,7%). La più alta incidenza percentuale delle imprese giovanili sul totale di quelle attive si registra nel settore noleggio, agenzie viaggio e servizi alle imprese (10,7%), attività professionali, scientifiche e tecniche (9%), Attività finanziarie e assicurative (8,9%), alloggio e ristorazione (8,7%), servizi di informazione e comunicazione (8,6%), altre attività di servizi (8,4%), commercio (8%) e costruzioni (6,5%).

Per quel che riguarda la natura giuridica, prevalgono nettamente le imprese individuali (77,7% del totale), in aumento del 5,1%, mentre le società di capitale sono il 14,3% e le società di persone, in forte calo, il 7,4%.

Il 27,4% delle imprese giovanili provinciali si trovano nel comune di Forlì e il 23,3% a Cesena; sul terzo gradino del podio c’è Cesenatico (8,2%). Complessivamente il comprensorio cesenate è più dinamico di quello forlivese sotto questo aspetto, ospitando il 56,7% delle imprese giovanili dell’intera provincia.

I comuni con la più alta incidenza di imprese giovanili sul totale delle imprese attive sono Gatteo (9,4%), Borghi (8,8%) e Rocca San Casciano (8,6%).

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