Cesena, il volontariato si prepara alle sfide del post-Covid

Prossimità, accoglienza, costruzione di relazioni, cultura che fa inclusione sono le parole chiave per definire i circoli Arci del territorio e la rete di Arci solidarietà. Anche nel pieno della pandemia i volontari non si sono mai fermati e ieri hanno fatto il punto della situazione per capire quali azioni future servono in riposta ai nuovi bisogni emergenti e confrontarsi con gli altri enti e soggetti del terzo settore. Questo era lo scopo della giornata di tavole rotonde, esperienze a confronto e gruppi di lavori su temi come la povertà educativa, alimentare, integrazione ed immigrazione organizzati al circolo di S.Egidio. Presenti durante la mattinata Silvia Cascetta, presidente di Arci Cesena, Francesca Coleti, di Arci nazionale, e Massimo Maisto, presidente regionale di Arci Emilia Romagna. La tavola rotonda conclusiva ha visto la partecipazione della vicepresidente della Regione Elly Schlein. Spunti di riflessione sono stati offerti anche da Annalisa Lamazzi, vicepresidente di Arci regionale, dall’assessora Carmelina Labruzzo, da Giorgia Brugnettini, presidente del Centro servizi volontariato “Volontaromagna”, e da Fausto Viviani, del Forum regionale terzo settore.

Da più parti è stato sottolineato che i circoli Arci sono spazi di aggregazione e promozione culturale, ma anche e soprattutto un presidio fondamentale per la tenuta sociale di un quartiere, delle periferie, proponendo attività diffuse, popolari e per tutti. La rete di Arci solidarietà offre poi servizi a sostegno dei più fragili, che spesso vengono a torto dati per scontato. Il tutto «promuovendo l’autodeterminazione delle persone che aiuta e questo spesso va oltre l’aiuto stesso», ha osservato Lamazzi. L’assessora Labruzzo ha anche evidenziato che Arci svolge «un importante ruolo di cuscinetto, che permette di non far alzare i costi sociali». Per esempio, nell’anno scolastico, 2020-2021, sono stati 20 i bambini e ragazzi disabili accompagnati a scuola durante i difficili mesi di pandemia: 3 delle elementari, 7 delle medie e 10 delle superiori. Inoltre, un ragazzo con sindrome di Down è stato accompagnato alla fermata del bus. «Non si tratta solo di mettere a disposizione dei mezzi – ha dichiarato l’assessora – ma avere persone che sanno stare a fianco di questi ragazzi». Quest’anno scolastico gli alunni accompagnati sono 28: uno della scuola dell’infanzia, 3 della primaria, 9 delle medie e 15 delle superiori. Ma il servizio di accompagnamento di Arci non si è fermato al trasporto scolastico. Durante la pandemia, è stata subito data la disponibilità a portare gli anziani all’hub vaccinale della fiera. Inoltre, ad Oriola è stata aperta una casa per 20 persone senza fissa dimora, che nei mesi dei lockdown hanno così potuto contare su un luogo dove stare. Tra i progetti futuri Labruzzo ha ricordato «la collaborazione per aprire l’emporio solidale, a cui ha aderito assieme ad altre 7 associazioni del territorio, e il contributo al tavolo di comunità accogliente». Accorato l’appello che l’assessora ha rivolto all’associazione: «Chiedo ad Arci di continuare ad essere sentinella di quelle esigenze espresse dal territorio, che magari l’amministrazione comunale non coglie, di fare rete tra i circoli, i comitati e le tante associazioni del cesenate e di continuare ad essere pungolo e collaboratrice dell’amministrazione». Fra i vari servizi messi in campo dal 1992 da Arci rete solidale – ha ricordato Paolo Brunetti – sono attivi tutto l’anno, festivi compresi, 10 pulmini per l’accompagnamento degli studenti e di 30 disabili adulti nei centri socio-occupazionali, dal lunedì al venerdì, nei comprensori di Cesena e Cervia-Ravenna. Tra gli utenti ci sono anche 7 persone in dialisi che tre volte alla settimana devono sottoporsi al trattamento sanitario. Ogni giorno si effettuano poi accompagnamenti occasionali in varie strutture sanitarie per visite mediche e terapie riabilitative (circa 15 settimanali). Alla fine, trasportiamo mediamente 120 persone».

Elly Schlein ha indicato la sfida da vincere nel prossimo futuro: «In tutti questi mesi ci siamo tenuti per mano nell’affrontare la pandemia. Il terzo settore ha molto sofferto in questi mesi ed è venuta a mancare la risposta forte centrale, per cui la Regione si è messa in gioco. Dal 2020 ha supportato i costi avuti dalle associazioni di volontariato per il Covid e solo per i ristori sono stati messi a disposizione 12 milioni di euro per un anno. Ora dovremmo ragione su come cercare di ridurre i divari che la pandemia ha creato fra le persone».

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