Cesena, il sindaco: “Troppi veleni su Camera di commercio e Ccr”

Il sindaco vede i segni di una nuova pandemia che lo preoccupa e invita tutti a fermarla subito. Intanto, fa una diagnosi che lo porta a dire che il virus ha già aggredito due realtà importanti: la Camera di Commercio della Romagna e il Credito Cooperativo Romagnolo. Questa volta, però, il Covid non c’entra dal punto di vista sanitario ma per le sue ripercussioni psico-sociali. Enzo Lattuca parte da una premessa: «Al momento della ripartenza in questa fase di progressivo superamento dell’emergenza pandemica, mi aspettavo un futuro sgombro da inquietudini e tensioni, perché ne abbiamo già avute fin troppe. Invece noto un fuoco incrociato e una conflittualità intensa, che sono anomale per il nostro territorio, dove siamo abitati ad affrontare le difficoltà puntando sulla coesione. Abbiamo bisogno di unità, bisogna mettere da parte amarezze e incomprensioni».

La Camera di commercio

Il messaggio non è rivolto genericamente ai cittadini, tra i quali questo fenomeno è comunque evidente, ma a due specifiche situazioni. La prima è la nuova squadra della Camera di commercio, i cui componenti sono stati finalmente comunicati ieri dalla Regione, dopo mesi di estenuanti tira e molla tra le varie associazioni chiamate a farne parte. «Spesso e a volte a ragione – fa notare il sindaco – le forze economiche chiedono ai rappresentanti delle istituzioni della Romagna di non dividersi. Ora siamo noi amministratori pubblici a chiedere alle forze economiche di guardare avanti e lavorare per l’interesse generale, seppellendo l’ascia di guerra. C’è stata una maggioranza schiacciante, non è più tempo di recriminazioni».

Il Credito Cooperativo Romagnolo

Ma a lasciare ancora più sconcertato Lattuca è stato il terremoto esploso dentro la banca Ccr, con le dimissioni del vice presidente del vecchio cda, di altri tre consiglieri e dell’intero collegio sindacale. «Sul territorio cesenate – ricorda – abbiamo purtroppo vissuto vicende durissime, come la crisi della Cassa di Risparmio di Cesena, ma anche in quella circostanza non si erano mai sentiti i toni accesissimi che hanno preceduto l’assemblea dedicata al voto sul bilancio 2021 e sul rinnovo delle cariche del Credito Cooperativo Romagnolo. Ci sono state accuse plateali, che finiscono per inquinare i rapporti e lo stesso senso di comunità, che è un bene prezioso». Le due questioni bollenti – prosegue il sindaco – sono state «accomunate dal fatto che la politica non ha interferito; ha seguito attentamente quanto stava accadendo, ma ha giustamente rispettato i ruoli». Ora che però la matassa sembra essersi un po’ dipanata, Lattuca avverte l’esigenza di fare il pompiere: «Servono più lucidità e concordia. Quando ci si divide in modo così lacerante, si rischia tra l’altro di favorire influenze dall’esterno, non sempre nell’interesse del territorio». In particolare, osserva che «Ccr è l’ultima banca radicata sul territorio cesenate ancora attiva e in salute. Non è poco, dopo un decennio in cui c’è stata una deflagrazione del sistema bancario. Mi pare che già questo testimoni che è stata gestita bene, al di là delle recenti diatribe interne, con personalismi a non finire e veleni ingenerosi sul direttore Petrini. Qui a Cesena non avevo mai visto niente del genere, neppure in situazioni ben più critiche, come quella che si è conclusa con l’incorporazione della Cassa di Risparmio da parte di Crédit Agricole».

Pianeta banche

Ora Ccr ha voltato pagina e, pur nel pieno rispetto dell’autonomia dei nuovi dirigenti, il primo cittadino fa un ragionamento sul valore che ha una banca del territorio per il sistema produttivo locale: «Nel mondo bancario le ipotesi di fusioni sono all’ordine del giorno. Ma un conto è poterle gestire, tutt’altro paio di maniche è doverle subire. Per fortuna, Ccr è nella prima situazione e quindi il nuovo cda potrà fare liberamente e serenamente le proprie valutazioni. Quello che posso dire è che, al di là dei proficui rapporti di collaborazione tra questa banca e il Comune (per esempio, per lo sviluppo della app “Iosonocesena” e del relativo circuito di sconti, ndr), per le piccole imprese è fondamentale l’accesso al credito, un’esigenza a cui le banche del territorio riescono a dare risposta più agevolmente».

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