Le vaccinazioni procedono con un ritmo discreto in Emilia-Romagna, dove ieri sera si è arrivati a lambire quota 120.000. Però non è sufficiente se si vuole arrivare a immunizzare nel giro di pochi mesi una percentuale di persone sufficiente a fare scattare la cosiddetta “immunità di gregge”.

«Pronti ad accelerare»

Lo scatto che serve, secondo il sindaco Enzo Lattuca, potrebbe arrivare presto con il terzo vaccino atteso: quello londinese prodotto da “AstraZeneca”. Il motivo è semplice: è la “materia prima” il vero nodo. «Se verrà autorizzato l’impiego di quel vaccino da parte delle autorità europee, che stanno facendo verifiche approfondite e dovrebbero dare una risposta entro il 29 gennaio, potrà esserci un’accelerazione – afferma il primo cittadino cesenate – Almeno qua in Romagna, tutto dipende dalle forniture, perché non stiamo operando a pieno regime. Se arrivano più dosi, e in Italia ne abbiamo ordinate tante da “AstraZeneca”, abbiamo le capacità organizzative per incrementare notevolmente il numero quotidiano di vaccinazioni. Forse anche tre o quattro volte di più di adesso». Per riuscirci si sta lavorando a un accordo quadro con tutti i medici di base e al coinvolgimento degli specializzandi. È stato inoltre chiesto al Governo di includere nel percorso anche le farmacie.

I vari vaccini

Il vaccino “AstraZeneca” si aggiungerebbe a quello messo a disposizione da “Pfizer” e più di recente da “Moderna” e l’Italia lo riceverebbe in gran quantità. L’Azd 1222 – questo il nome del vaccino della società inglese – doveva essere consegnato, secondo la pianificazione fatta diversi mesi fa, entro fine marzo in 16,1 milioni di dosi e poi fra aprile e giugno in altri 24,2 milioni. Lo slittamento, dovuto al fatto che la Ue, a differenza della Gran Bretagna e di altri Paesi, ha voluto fare ulteriori approfondimenti scientifici sul prodotto, farà forse slittare un po’ i tempi, anche se a fine mese arrivasse l’ok. Ma comunque si stima che gli ore 40 milioni abbondanti di dosi previste per l’Italia potrebbero essere gradualmente consegnate in modo rapido prima della fine dell’estate. Questo consentirebbe di avere vaccini in abbondanza da iniettare.

Le dosi iniettate in regione

Intanto, in Emilia Romagna, alle 22 di ieri sera, risultavano 119.254 le persone vaccinate. Nell’intera giornata si è registrato però un rallentamento (2.132), a causa della mancata consegna di oltre 26 mila dosi “Pfizer-Biontech” che erano attese e invece sono in ritardo. La parte del leone la stanno facendo gli operatori sanitari e sociosanitari, ai quali sono state somministrate circa 75 mila dosi, mentre gli ospiti delle strutture per anziani coinvolti nella campagna vaccinale in corso sono stati finora circa 11 mila. La fascia d’età in cui si registra al momento il maggior numero di vaccinazioni è quella tra i 50 e i 59 anni.

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