Cesena, l’Ugl contro la richiesta di archiviazione per Lattuca. La replica del sindaco: “Non lo sapevo, grazie della bella notizia”

“Ci siamo trovati costretti, purtroppo, a dover ricorrere alle vie giudiziarie per dover soppesare anche in termini di legge la gravità di un diritto violato, di una scorrettezza istituzionale con relativi danni di immagine, perpetrata dal sindaco di Cesena Lattuca ai danni di un sindacato confederale ampiamente rappresentativo sul territorio con sede, quadri dirigenti e iscritti” .

Così Filippo Lo Giudice, segretario territoriale dell’Ugl di Forlì-Cesena-Rimini-Ravenna, commenta la presentazione in Tribunale a Forlì dell’opposizione alla richiesta di archiviazione del procedimento penale a carico di Enzo Lattuca aperto dallo stesso sindacato con una denuncia/querela all’indomani dell’esclusione dell’Ugl dalla sottoscrizione finale del Patto Comunale del Lavoro. “Un’esclusione unilaterale, discriminatoria, antidemocratica ed antisindacale, dopo che per un anno, dal 2019 al 2020, invitati e convocati dalla stessa amministrazione comunale, avevamo partecipato alle riunioni assembleari plenarie in Municipio, con incontri ‘face to face’, telefonate e invio di documentazione con il capo gabinetto per concorrere alla stesura del Patto che mirava a sviluppare politiche attive in campo economico e del lavoro. Vittime di scelta politica-ideologica, una gravissima conventio ad excludendum, che mal si concilia con i doveri di un sindaco chiamato a rappresentare nel pieno delle sue funzioni tutta la città e non soltanto una parte”.

Lo Giudice continua: “Riteniamo che si debbano approfondire e meglio sviluppare le indagini, visto che in prima istanza erano state condotte e incentrate incredibilmente e unicamente nell’ascolto del capo gabinetto del sindaco, uomo di fiducia dello stesso Lattuca e incaricato di tenere i rapporti con i firmatari del Patto, senza che si procedesse ad un riscontro oggettivo delle sue affermazioni e senza che gli inquirenti ampliassero il loro raggio di azione a tutte le parti coinvolte nella vicenda. Spicca invece la scelta del sindaco di Cesena Lattuca, ritratto in foto insieme ai sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil all’atto della firma del Patto del lavoro in una posa ed un commento che ben poco lasciano alla casualità circa quella che a noi appare un evidente utilizzo di una carica istituzionale per legittimare alcuni (in questo casi i tre sindacati storicamente vicini alla sinistra) escludendo invece arbitrariamente e dunque danneggiandoli pubblicamente altri (ovvero: l’Ugl). Forse dimenticandosi che la stessa Ugl era tra i promotori fondativi ed i firmatari (già dal luglio 2015) del Patto Regionale del lavoro in Emilia-Romagna”.

“Oltretutto – continua Lo Giudice – non si comprende per quale ragione il sindaco di Cesena abbia voluto dapprima invitare l’Ugl coinvolgendola in tutti i lavori preparatori del Patto per poi escluderla all’atto finale della firma. Ci sono state pressioni? E’ stata sollecitata un’esclusione? Dovrà stabilirlo la magistratura”: ricorda segretario territoriale dell’Ugl. E del resto Lattuca non può giustificare la sua decisione di escludere , ancorché tardivamente, l’Ugl come libera scelta di una sua prerogativa politica, visto che ci si trovava di fronte ad una vera e propria attività istituzionale con il coinvolgimento di tutte le parti sociali e datoriali del territorio cesenate, alla presenza degli altri sindacati confederali, del mondo delle professioni, delle associazioni di categorie, dell’Università e del Terzo settore e in forza di un documento che doveva diventare operativo con vari strumenti attuativi. Dunque, risulta ancora più grave l’esclusione di un unico soggetto istituzionale e confederale accreditato come l’Ugl”.

Lo Giudice conclude così: “E che di atto istituzionale si tratti, tra l’altro, lo ha ricordato lo stesso Lattuca che facendo seguito alla sottoscrizione del Patto commentava che si sarebbe dato avvio: “a un confronto diretto e operativo con associazioni, sindacati e ordini professionali” per “tradurre in concreti atti amministrativi i piani d’azione contenuti nel documento”. Lui, il sindaco di Cesena, lo ha detto e questo è nei fatti, non altro. Procediamo dunque nella nostra battaglia chiedendo ai magistrati di comprendere la bontà delle nostre ragioni, procedendo al rigetto della richiesta di archiviazione formulata dal Pubblico Ministero competente, e provvedendo a garantire un’ attività di investigazione suppletiva e a nostro parere necessaria con l’audizione delle parti coinvolte nella sottoscrizione del Patto, affinché giustizia e verità vengano ristabilite al più presto”.

La replica del sindaco

A stretto giro è arrivata la replica del sindaco Lattuca: “Ringrazio l’UGL per la buona notizia di cui mi ha messo a conoscenza, ovvero della richiesta di archiviazione da parte del Pubblico Ministero rispetto alla loro azione nei miei confronti, una azione che trovo semplicemente surreale e strumentale”.

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