È un giudizio nel complesso positivo quello espresso sul ritorno alla didattica in presenza per gli istituti superiori. Da parte della prefettura, che ha seguito in diretta la ripartenza con un videocollegamento di prima mattina con amministratori comunali, gestori del trasporto pubblico e forze dell’ordine, l’attenzione sul fronte trasporti è stata massima. Oltre alle corse moltiplicate, in stazione sono stati dispiegati parecchi uomini in divisa per fare controlli davanti alle scuole e in stazione c’erano gli steward. Qualche problema, già in via risoluzione, si è registrato sulla linea 21, quella diretta verso San Martino in Fiume: a quanto pare, all’uscita è venuta a mancare una corsa e quindi il bus era un po’ troppo pieno.

C’è però stata subito una prima battuta d’arresto per il liceo “Monti”, dove la rottura della centralina elettrica costringe di nuovo tutti alla didattica a distanza almeno per domani.

Soddisfatta Lorenza Prati, dirigente del liceo “Righi”: «Per quanto riguarda i trasporti, ho ricevuto feedback positivi e gli studenti sono venuti a scuola nonostante qualche timore della vigilia. Timori che riguardavano l’emergenza sanitaria ma anche la chiusura del quadrimestre. Abbiamo registrato una ventina di assenti, un dato in linea con le previsioni, tra positività e quarantene».

«È andata bene – commenta Valentina Biguzzi, dirigente del liceo “Alpi” – Su 465 studenti che avrebbero dovuto seguire le lezioni in presenza, se ne sono presentati 430». Qualche assenza potrebbe però essere stata dettata dalla paura: «Abbiamo ricevuto la richiesta da parte di qualche genitore e studente di poter frequentare comunque a distanza. Abbiamo declinato cercando di spiegare che, pur comprendendo e rispettando i timori, se la regola prevede la frequenza non potevamo non applicarla». Si tratta comunque di un numero esiguo di casi, secondo Biguzzi. Proprio dall’Alpi erano giunte voci di un possibile sciopero, poi scongiurato, di studenti contrari al ritorno in aula, soprattutto nelle classi seconde, terze e quarte.

È capitato di intercettare dubbi e paure anche a Simonetta Bini, dirigente del liceo Monti, «soprattutto da parte di chi ha in casa soggetti fragili e teme di esporsi a rischi ulteriori. Comprendiamo i timori, apprezziamo la sincerità di chi ce le espone, ma incoraggiamo a frequentare: le condizioni per farlo in sicurezza ci sono. È stato bellosentire di nuovo il vociare degli studenti nei corridoi. Le preoccupazioni non mancano ma ieri mattina tutti, studenti, insegnanti e personale, erano sorridenti».

«Più che un possibile arretrato nelle conoscenze è la parte emotiva quella che più mi preoccupa», commenta Luciana Cino, dirigente dell’istituto tecnico “Garibaldi-Da Vinci”. «Gli insegnanti e gli studenti mi segnalano grande preoccupazione: far coincidere il ritorno in presenza con la fine del quadrimestre non ha aiutato. È un momento delicato in cui gli studenti sono messi di fronte ai loro risultati, la scuola insegna a cadere e rialzarsi, ma serve allenamento. Non tutte le famiglie hanno gli strumenti per aiutare i ragazzi ad attraversare questa situazione e capita lo studente a cui il genitore ha consigliato di prendere ansiolitici. Mi piacerebbe incontrare le famiglie e trovare un’intesa educativa».

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