Cesena, il Pug e le cinque sfide per la città del futuro

E’ stata presentata in Consiglio Comunale la proposta del Piano Urbanistico Generale. Sono cinque le sfide prioritarie per la Cesena dei prossimi anni – si legge in una nota del Comune – affrontare la sfida climatica e ambientale; rendere la città attrattiva; rigenerare e qualificare la città; vivere i quartieri e le frazioni; e valorizzare i luoghi e i paesaggi della produzione. Sono questi gli obiettivi del nuovo Piano Urbanistico Generale (PUG) la cui proposta è stata presentata dalla Giunta nella seduta del Consiglio comunale di giovedì. Il Piano, elaborato insieme al Comune di Montiano, interpreta e accoglie le principali sfide della città contemporanea, da quelle ambientali e del clima che cambia al contenimento del consumo di suolo, dalla rigenerazione urbana della città dismessa alla grande domanda della casa per tutti, da quelle per l’attrattività urbana con il potenziamento dei servizi di scala vasta e la valorizzazione del centro storico alla qualità della vita e al potenziamento dei servizi nelle frazioni e nei quartieri periferici.

“Le azioni per affrontare queste sfide – commenta l’Assessora alla Rigenerazione urbana Cristina Mazzoni – sono il cuore stesso della Strategia Urbana ed Ecologico Ambientale del PUG, il documento guida del Piano in cui si identificano le sfide urbane, ambientali e sociali e le azioni e le misure concrete per affrontarle da subito. Si tratta di un traguardo importante, a cui l’Amministrazione arriva dopo una lunga attività di partecipazione aperta alla città e dopo un intenso lavoro tecnico dell’Ufficio di Piano. La Strategia del PUG di Cesena è stata costruita insieme ai cittadini per oltre un anno, grazie ad una lunga attività di ascolto, consultazione e partecipazione della comunità, avviata a partire da maggio 2020. Sono stati attivati differenti strumenti di confronto con le cittadine e i cittadini, dal questionario ‘Cesena, come va?’ ai focus group rivolti al mondo associativo, ai giovani, alle categorie, agli ordini professionali, dai laboratori tematici sulle grandi sfide urbane e ambientali alle commissioni consiliari dedicate all’approfondimento del quadro conoscitivo e alla strategia. Il percorso di partecipazione del Piano Urbanistico Generale si è svolto nella fase di formazione del piano, proprio con lo scopo di coinvolgere la città in un percorso di democrazia partecipativa, nel quale sono stati attivati strumenti di informazione e momenti di confronto con l’intento di raccogliere punti di vista rappresentativi di differenti idee e posizioni”.

Il processo del PUG, che ha visto oltre quattrocento cittadini partecipare e oltre milleseicento rispondere al questionario, ha cercato di stimolare un confronto aperto e plurale nei focus-group e nei laboratori tematici, ma ha anche creato nuovi spazi e strumenti di confronto. Tra questi, ad esempio, sono stati pubblicati sul sito del PUG il Quaderno degli Attori – un dossier che riporta idee scritte direttamente dai cittadini, dai comitati e dalle associazioni – il Quaderno dei Consiglieri – un documento con i contributi inviati dalle diverse forze politiche della città a seguito delle sedute delle commissioni consiliari dedicate al PUG – e la relazione del Garante sulla qualità del processo del PUG – un documento che l’Ufficio di Piano ha voluto (nonostante la legge non lo preveda), proprio per favorire una maggiore trasparenza verso i cittadini e una maggiore coerenza tra percorso di partecipazione e strategia del Piano. Grazie a questo corposo lavoro di confronto con la città – e a valle di un grande lavoro sul quadro conoscitivo – l’Ufficio di Piano ha definito la Strategia del PUG, strutturandola proprio a partire dalle cinque sfide prioritarie declinate a loro volta in obiettivi generali e specifici e azioni, a cui corrispondono cartografie e relazioni.

AFFRONTARE LA SFIDA CLIMATICA E AMBIENTALE La strategia, ad esempio, frena la dispersione insediativa e limita l’incremento della funzione residenziale nel territorio rurale ai soli fabbisogni delle aziende agricole, favorendo il recupero di edifici di valore, ma anche sostiene la creazione di una rete ecologica, che ha nel fiume Savio uno dei suoi assi principali, e connette le aree verdi della città, supera le cesure infrastrutturali, e ricostruisce un rapporto tra l’area urbana e la città. In questo nuovo rapporto tra il territorio rurale e urbanizzato svolge un ruolo chiave il territorio rurale periurbano, di cui alcune aree costituiscono delle vere e proprie cinture verdi che svolgono un’importante funzione cuscinetto in termini di potenziamento del capitale naturale.

RENDERE LA CITTÀ ATTRATTIVA, SERVIZI E POLI La strategia sostiene l’attuazione dei servizi sociosanitari, per potenziare i servizi e rafforzare le strutture e i servizi sanitari di prossimità. Nell’ambito di realizzazione del nuovo ospedale, la Strategia riconosce all’attuale complesso del Bufalini una potenzialità da attribuire al potenziamento dei servizi e delle attrezzature pubbliche a servizio della città, oltre a un miglioramento delle prestazioni ambientali. Rispetto all’Università e alla Scuola, promuove il rafforzamento del Campus Universitario e rafforza il ruolo del polo di istruzione superiore, prevedendo la possibilità di ampliare le strutture esistenti, anche riutilizzando contenitori pubblici per spazi scolastici e attività integrative, prevedendo la possibilità di utilizzare le aree pubbliche per attività integrative all’aperto e migliorando le condizioni di accessibilità agli istituti.

RIGENERAZIONE URBANA, POLITICHE PER LA CASA La Strategia incrementa e diversifica le risposte e nuove e vecchie domande abitative, riconosce e disciplina le forme di abitare condiviso e collaborativo (co-housing), e le incentiva in particolare a servizio della popolazione più fragile, quella anziana e quella studentesca, incentiva spazi di co-housing aperti al quartiere per svolgere attività sociali e culturali negli interventi di riuso e rigenerazione dell’esistente, promuove accordi per la realizzazione di ERS, anche nei processi di rigenerazione urbana, prevede il riuso di immobili pubblici. Il PUG, sulla base delle analisi del Quadro Conoscitivo e delle potenzialità registrate, determina in 800 alloggi il fabbisogno di ERS, incluso ERP, da realizzarsi nell’arco di quindici anni; inoltre riconosce e disciplina le forme di abitare condiviso (co-housing) e le incentiva in particolare a servizio della popolazione fragile e studentesca.

RIGENERAZIONE URBANA, RIUSO DEL PATRIMONIO DISMESSO La Strategia, coerentemente alla nuova legge urbanistica regionale, limita sensibilmente il ricorso al consumo di suolo, e individua grandi aree strategiche nella città, con diversi livelli di complessità e intervento: le trasformazioni urbane devono incrementarne l’attrattività, il ruolo urbano e la qualificazione della città pubblica.

VIVERE I QUARTIERI E LE FRAZIONI La Strategia declina la qualità urbana di prossimità in più obiettivi, tesi al miglioramento della connessione fra le frazioni, e fra le stesse ed il Centro urbano, luogo in cui sono localizzati i principali servizi e attrezzature; migliorare la qualità urbana alla scala di quartiere significa non solo realizzare nuove dotazioni, ma anche prevedere le stesse in chiave multi-prestazionale ampliando la gamma dei servizi. È necessario poi pensare a strutture pubbliche flessibili che possano essere reinterpretate secondo le necessità e i bisogni. Migliorare l’accessibilità e la fruibilità significa rinforzare i collegamenti verso le attrezzature e i servizi pubblici di base in modo che possano essere considerati di “prossimità” perché agevolmente raggiungibili in tempi contenuti, da tutti gli utenti e, soprattutto, con modalità di movimento sostenibili. Rientra in questo obiettivo la città dei 15 minuti, proposta come la nuova dimensione dell’abitare dove le attività quotidiane distano pochi minuti dal luogo dove si abita e in cui la rete degli spazi e percorsi pubblici ci connette con asili, scuole, parchi, con particolare attenzione alla rimozione delle barriere architettoniche.

Il PUG diventa perciò un piano concreto capace di incidere sulla trasformazione della città, ma anche un piano flessibile e aperto alle opportunità di trasformazione futura. I prossimi passi nell’iter di formazione del Piano prevedono l’assunzione della proposta in Consiglio comunale nel corso del mese di settembre. Con questo passaggio si aprirà il periodo delle Osservazioni sulla proposta di Piano, una fase importante della durata di due mesi nel corso dei quali tutti gli interessati potranno inviare formalmente osservazioni scritte all’Ufficio di Piano, partecipando ulteriormente alla costruzione del PUG. Proprio in questa fase, per favorire la più ampia condivisione delle scelte strategiche del Piano, l’Amministrazione proporrà un ciclo incontri itineranti di informazione e partecipazione aperti alla città, in autunno, tra ottobre e novembre, per favorire la conoscenza del PUG, della Strategia di Piano e dei suoi elaborati, e per approfondire le misure e le azioni in grado di attuarlo con il contributo di tutti gli attori della città.

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