Cesena, il nuovo museo archeologico tarda: alternativa provvisoria

Sono passati tre anni da quando il museo archeologico è stato chiuso e il rischio concreto è che ne trascorreranno altrettanti prima di riaprirlo nella sua rinnovata versione. È già stato realizzato uno studio di fattibilità e chi ha avuto modo di seguirne la gestazione, in primis gli assessori Carlo Verona e Christian Castorri, ne è entusiasta. Invitano a pazientare, perché alla fine si farà un salto di qualità inimmaginabile. Soprattutto grazie a un approccio modernissimo, che renderà particolarmente accattivante l’osservazione dei reperti, grazie all’impiego di mezzi multimediali. Resta il fatto che al momento non si è ancora messa mano al progetto vero e proprio. E anche sugli atti ufficiali di programmazione dell’amministrazione comunale sta per restare traccia di questo slittamento nella concretizzazione di questa idea ambiziosa. A bilancio era stata inserita tra gli investimenti previsti per il 2021 una somma di 940.000 euro destinata appunto al nuovo museo archeologico, che resterà sempre all’interno della Malatestiana. Ma visto che non c’è ancora un progetto, anche se sono già stati stanziati i fondi che consentiranno di metterlo a punto nei prossimi mesi, il finanziamento di questa opera sarà rinviato al 2022. Anzi, una parte dovrebbe anche essere spalmata nel Piano degli investimenti riferito al 2023. Di solito, i lavori pubblici vengono realizzati nell’anno successivo a quello in cui vengono allocate le risorse, e quindi l’impressione è che prima del 2024 appassionati e turisti non potranno mettere piede nel nuovo museo. Visto che all’archeologia, così come a ogni attività, una pausa così lunga non fa bene, la Soprintendenza sta studiando soluzioni-ponte, che consentano nel frattempo di ammirare di tanto in tanto reperti che altrimenti resterebbero chiusi nei magazzini. Si punta in particolare a rendere fruibile per visite guidate a tema, pensate per piccoli gruppi, il deposito archeologico esistente all’interno del complesso scolastico San Domenico. Grazie alla collaborazione con l’encomiabile Gruppo archeologico cesenate, un’apprezzata anteprima di questo tipo di fruizione è stata organizzata il mese scorso, nel contesto delle iniziative collaterali alla Giostra d’incontro dei cavalieri. Al di là dei piccoli locali interni, che sono in fase di riallestimento, in quell’occasione si è sperimentato che gli spazi esterni, nel cortile munito anche di porticato, si prestano bene ad allestire vetrinette dove esporre temporaneamente piccole collezioni di chicche del passato. Probabilmente, in attesa che fiorisca il nuovo museo archeologico e sotto l’egida della Soprintendenza, si batterà questa strada. L’ipotesi è quella di calendarizzare una serie di eventi dedicati a specifiche categorie dei piccoli ma affascinanti tesori che da decenni, e anche in queste settimane, riemergono periodicamente dal sottosuolo cesenate.

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