Cesena, il gol di Ferrante e un po’ di ripasso per le scelte future

L’ultima giornata di andata ha portato una vittoria senza i due giocatori simbolo del calcio di Toscano, ovvero Francesco De Rose e Saber Hraiech. Pur privo della sua vasca di piranha in mezzo al campo, Toscano l’ha portata a casa seguendo canoni ormai consueti: vantaggio di impatto fisico (un modello di armadio Ikea potrebbe serenamente chiamarsi il “Prestia”), parecchia fame in campo e il puntuale gol di Corazza. In più Cesena-Alessandria ha detto che la paziente cottura a fuoco lentissimo di Ferrante sta andando a buon fine, agevolata da uno Stiven Shpendi che d’ora in poi le giocherà tutte, magari non dall’inizio, ma a questo punto sarà una notizia non vederlo in campo.

Vincere in modo agevole è sempre una bella notizia: Cesena-Alessandria è stata una gara facile, ma lo si dice adesso che è finita da un giorno. È ancora vivo il ricordo di certe rullate a sorpresa tipo Cesena-Fano 0-4 (dicembre 2019) o Montevarchi-Cesena 4-0 (aprile 2022): tutte ferite che aiutano a non dare niente per scontato.

Come sta arrivando il Cesena al panettone? Con 37 punti che valgono parecchio e che per sfumature potevano essere di più, con quel debutto con la Carrarese che anticipò l’immagine di una squadra talmente forte che a volte segna pure i gol degli altri. Dicembre ha poi portato due novità rilevanti come Luigi Filippo Ecuba direttore commerciale (operativo ormai da un paio di settimane) e Cristiano Scalabrelli preparatore dei portieri. Il clima sgradevole che si respirava ieri prima della palla al centro non fa che accrescere la portata dell’errore che si è commesso. Una scelta diversa da Scalabrelli sarebbe stata lo specchio di una società preparata sugli umori della piazza, mentre ora non si potrà fare marcia indietro, perché sarebbe un segno di debolezza verso la curva. Di conseguenza, in vista di eventuali nuovi cambiamenti, facciamo un po’ di ripasso su nomi che sarebbe opportuno evitare. Se Toscano vuole un nuovo vice allenatore, tenderemmo a depennare dalla lista Marco Tardelli o Adrian Ricchiuti. Se serve un dirigente addetto agli arbitri, meglio non pensare a Danilo Nucini. In caso di nuovo team manager, Pietro Strada o Roberto Cortellini forse non sarebbero le figure giuste, mentre il crollo finale si avrebbe con Mauro Bonomi o Adrian Mutu addetti alle serate conviviali della squadra.

Meglio concentrarsi sul rifornimento che arriverà dal mercato invernale, con almeno un innesto di qualità per dare un po’ di colore al trattore a cingoli di Toscano. E in fatto di rifornimento, un maestro di vita resta Duilio Pizzocchi, comico sottovalutato ma dal rendimento sicuro, tipo Ciofi in difesa. Tralasciando le battute sui parenti (“mia suocera è talmente cattiva che venne espulsa dal partito nazista per crudeltà”), Pizzocchi dà il meglio di sé quando interpreta il tossicodipendente Cactus e racconta l’episodio del controllo della dogana. La polizia di frontiera chiede: “Allora ragazzi, come siamo messi? Sigarette, alcol, droga?”. Risposta: “A posto capo, abbiamo già tutto”.

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