Cesena, il coprifuoco è un macigno per ristoranti e bar

La voglia di tornare ad aprire i loro locali non manca, ma non basta a spegnere la delusione per l’ennesimo provvedimento che penalizza il loro lavoro. Ristoranti e bar potranno infatti aprire di nuovo al pubblico da lunedì prossimo, ma al momento potranno lavorare solo all’aperto. E a limitare le agognate aperture serali rimane il coprifuoco dalle 22.

Timori e speranze

«Sono deluso e arrabbiato – afferma Enrico Biguzzi, uno dei soci del bar “Riot” a Villachiaviche e del ristorante “Sangiò” in piazza Amendola – Sono deluso da come hanno gestito i ristori. Sono deluso per come ci fanno riaprire. Ma non ha senso nemmeno mangiarsi il fegato dalla rabbia. Noi per indole abbiamo sempre lavorato a testa bassa, cercando di fare il meglio possibile con quello che abbiamo». Per quanto riguarda il “Riot” – spiega – «siamo più fiduciosi, anche perché abbiamo dalla nostra già 5 anni di lavoro». Più complessala situazione al “Sangiò”, ristorante aperto da settembre, ma da allora costretto a restare chiuso quasi sempre. «Siamo convinti che questa estate riusciremo a lavorare bene, ma cominciare così ci preoccupa. Ancora le temperature sono basse e il meteo non aiuta. Ci proviamo. Ma se in ottobre dovessimo chiudere di nuovo, la situazione diventerebbe davvero complicata anche per chi finora ha creduto di riuscire a superare questa situazione».

Pronti a raddoppiare

Il ristorante-pizzeria “Roovido” in piazza del Popolo si prepara a spegnere la prima candelina e nel frattempo raddoppia: «Tra maggio e giugno contiamo di essere pronti a inaugurare “Lumen” e il 17 giugno speriamo di poter festeggiare il primo compleanno di “Roovido”», racconta Federico Bertani. “Lumen”, che apre accanto alla pizzeria, sarà dedicato alla cocktelleria, con un menù pensato per l’aperitivo e il dopo serata. Il giudizio sulle nuove misure non è positivo: «Ancora una volta sono le incongruenze a fare arrabbiare. Continuano a limitarci e non ci danno la possibilità di organizzarci. Ma rimaniamo fiduciosi e positivi: apriremo sia a pranzo che a cena e per la sera pensiamo a una formula incentrata sull’aperitivo fino alle 20, e a seguire un turno per la cena».

«Ci snaturano»

«Quello che mi sembra assurdo è che in zona gialla di giorno si possa andare in un’altra regione, ma alla sera non si può bere una birra sotto casa», dice Luca Ceccaroni, titolare del “Mosaic”, beer pub di via Battisti. Spiega che uno degli aspetti che più pesano «è la pretesa di snaturare l’identità di locali come il nostro. Il “Mosaic” nei giorni feriali chiudeva di solito dopo l’1, e nel fine settimana anche alle 3. Imporci di lavorare fino alle 18 prima e ora fino alle 22 significa snaturare il nostro lavoro. Mi innervosisce quasi di più questo coprifuoco che le chiusure, perché faccio più fatica a comprenderne il senso». Ma nemmeno il “Mosaic” si arrende e intanto prepara i tavoli per tornare ad accogliere i clienti.

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