Cesena, il campione paralimpico Achenza emoziona il liceo Monti

«Lo sport mi ha fatto rinascere. Ecco perché vi esorto a farlo e ad affrontare le difficoltà della vita con coraggio e non mollare mai». È l’invito rivolto agli studenti del liceo “Monti” da Giovanni Achenza, due volte medaglia di bronzo alle Paralimpiadi, di Rio nel 2016 e di Tokyo nel 2020, nel paratriathlon. Ieri mattina il campione ha incontrato 26 classi, alcune delle quali in presenza nella palestra del “Cubo” e altre in collegamento web, nell’ambito del progetto scolastico “Sport e disabilità”, in collaborazione con Comitato italiano paralimpico-Cip. Insieme ad Achenza, sono intervenuti Massimiliano Evangelisti, consigliere provinciale del Cip e paratleta, e Filippo Caporali, consigliere nazionale della Federazione italiana triathlon-Fitri. Tanti i momenti emozionanti, grazie alle domande degli studenti, «interessati a capire le leve di forze che rimettono in moto una persona, dopo che gli avvenimenti colpiscono in maniera inaspettata e drammatica la vita», commenta la dirigente Simonetta Bini. E quando il campione ha mostrato la medaglia di bronzo conquistata è stato sommerso dagli applausi.

«A 32 anni ho subito un infortunio sul lavoro che mi ha cambiato il mondo da un giorno all’altro – ha raccontato Achenza – Avevo una ditta edile individuale e sono caduto da un metro e mezzo d’altezza, in un cantiere che stavo seguendo. L’impatto ha provocato una compressione alle vertebre e una è esplosa. Mi sono così ritrovato catapultato in un letto d’ospedale, senza più un futuro lavorativo. Ho passato tre anni molto bui dopo l’incidente, perché non vedevo un futuro per me e la mia famiglia. Grazie all’Inail, mi sono state poi consegnate attrezzature sportive per fare handbike. Prima di allora non avevo mai fatto sport, ma in compagnia di mia moglie e alle mie figlie ho iniziato a praticare l’handbike. Quando ho capito che avevo delle potenzialità per vincere delle competizioni, ho iniziato a gareggiare».

Da quel momento Giovanni non si è più fermato. Nel 2009 ha vinto il primo Campionato italiano di handbike, vincendone poi altri sei, e ha fatto parte della nazionale di ciclismo, partecipando a diversi Mondiali. «Nel 2012, per una serie di casi sfortunati, non ho potuto partecipare alle Paralimpiadi di Londra e così ho incominciato a fare triathlon e in tre anni ho conquistato la qualifica per le Paralimpiadi di Rio, dove ho vinto il bronzo. Da lì ho continuato, fino ad arrivare a Tokyo». Grazie a costanti allenamenti, alla tenacia, alla passione e alla testardaggine «da sardo», Achenza ha saputo fare un miracolo in questa disciplina, che prevede nuoto, bicicletta e corsa, perché non sapeva neppure nuotare. «Le difficoltà in acqua per la mia disabilità sono il galleggiamento dal tronco in giù. Siamo aiutati da una muta spessorata, ma ci sono anche limiti nella stabilità del nuoto. La prima volta che ho gareggiato a Cagliari, quando l’acqua del mare diventava sempre più profonda sotto di me, ho temuto di non farcela, ma poi ho visto una ragazza che mi è passata vicino e mi sono detto che se ce la faceva lei lo potevo fare anche io. E così è stato. In gara, una persona mi aiuta a sfilare la muta una volta a terra e a mettere le gambe nell’handbike e lo stesso per sistemarmi sulla carrozzina olimpica per il tratto di corsa». Achenza è molto legato ad Alex Zanardi, al quale ha dedicato la medaglia olimpica che ha vinto a Tokyo. «Ho iniziato con lui a gareggiare nell’handbike nel 2009, precedendolo al Campionato italiano che ho vinto. Ho dedicato la mia medaglia a lui, perché sua moglie mi prestò delle ruote performanti per la carrozzina olimpica».

La referente del progetto scolastico, la professoressa Agostina Galassi, sottolinea che l’incontro con Achenza voleva fare capire ai ragazzi e alle ragazze del “Monti” che di di fronte anche alle più tremende prove della vita bisogna rimboccarsi le maniche e mettersi in discussione per ritrovare uno scopo, una passione. «Mutamento di sguardo» e «inclusione» sono le due parole chiave di questo percorso educativo, a cui faranno seguito 4 lezioni di sittingvolley e basking per 15 classi della scuola un percorso, assieme a due tecnici del Cip e “Special olimpics”. E il 3 dicembre, in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità, gli studenti organizzeranno un flash mob sul tema. All’incontro al liceo è intervenuto anche il vicesindaco Christian Castorri, che ha ammesso che a Cesena sono troppo poche le opportunità di fare sport per le persone disabili e ha promesso che col progetto “Cesena sport city” si faranno passi avanti nell’impiantistica anche da questo punto di vista.

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