Cesena, i vaccini riportano sotto quota 50 i ricoverati al Bufalini

Mentre diminuiscono i nuovi casi di contagio, si svuotano anche i reparti Covid del Bufalini. Al momento sono meno di 50 i pazienti positivi al virus assistiti nell’ospedale cesenate e quelli in Terapia intensiva sono 3. Questi dati, sommati al buon andamento della campagna vaccinale, «lasciano ben sperare» anche il direttore del Bufalini, Carlo Lusenti. «Se guardiamo al solo ospedale, che è comunque una parte importante del sistema sanitario, e in particolare al numero di ricoveri e di posti letto occupati in reparti dalla disponibilità limitata come la terapia subintensiva e intensiva, possiamo sperare in una estate simile a quella dell’anno scorso, ma con un vantaggio importante: abbiamo milioni di vaccinati». Però i servizi sanitari non si esauriscono nel presidio ospedaliero: «Se invece guardiamo alla diffusione del virus nella popolazione – prosegue Lusenti – i casi più gravi e mortali sono in calo, ma è ancora grandemente impegnato il sistema che si occupa del tracciamento dei casi e i gruppi Usca, che gestiscono le terapie domiciliari per quei casi che non necessitano il ricovero». Insomma, il virus non è scomparso e è meglio avere un atteggiamento prudente: «Siamo ad appena a due settimane dal passaggio in zona gialla e ancora è presto per poter dire come è andata. Ne potremo avere un’idea più precisa tra la fine di questa settimana e l’inizio della prossima. È meglio non abbassare la guardia». Quella attuale è una fase di passaggio «da un regime di divieti a uno basato sulla responsabilità di ciascuno», e proprio da quella responsabilità, secondo Lusenti, dipenderà anche la velocità con cui procederà verso quel graduale ritorno alla normalità cominciato con il passaggio in zona gialla. Fa parte di quella responsabilità anche l’adesione alla campagna vaccinale, il cui valore anche strategico diventa evidente quando di guarda al prossimo autunno: «Ormai la capacità di far procedere velocemente la campagna vaccinale non è più in discussione. A fare la differenza saranno quindi quante tra le persone più giovani e in salute accetteranno il vaccino». Un gesto di responsabilità verso se stessi ma anche verso la collettività. Quanto all’efficacia del vaccino, le ricadute positive dell’adesione alla campagna vaccinale sui presidi ospedalieri sono già evidenti: «Avere immunizzato una parte consistente della popolazione più esposta al rischio di incorrere in quadri clinici gravi ha contribuito molto ad allentare il carico sull’ospedale, non solo in termini di riduzione dei ricoveri, ma anche in termini di abbassamento dell’età media dei ricoverati». Se a settembre avremo il 70% della popolazione vaccinata, «potremo rapportarci al Covid come ad altre malattie che ancora circolano, come la meningite, ma per le quali non fermiamo il paese. In ogni caso – aggiunge il direttore del presidio ospedaliero cesenate – sarà un autunno migliore di quello passato e questo lo dobbiamo a chi si è già vaccinato». Nel frattempo, è in corso di studio la riorganizzazione del Bufalini in vista dell’estate. Da un lato, si va verso la graduale dismissione dei reparti Covid e il ripristino delle normali funzioni a cui erano dedicati; dall’altro, si dovrà tenere conto della necessità, quanto mai sentita e comprensibile dopo un anno tanto duro, di far fare le ferie al personale ospedaliero.

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