Cesena. Gestore aggredito fuori dal negozio

CESENA. Non c’è pace per Lokman, gestore del Susan Mini Store, negozietto di viale Carducci alla Barriera che vende un po’ di tutto. Domenica notte, poco prima della chiusura ha subito una nuova aggressione da una persona che gli ha dato un pugno al volto che gli è valso sei giorni di prognosi, come si legge sul referto del pronto soccorso, e una sentimento di rabbia e impotenza che si rinnova dopo l’ennesima aggressione, avvenuta a pochi mesi da quella precedente in cui due persone gli avevano anche sfasciato gran parte della merce nel locale.

Il primo “incontro”

Erano circa le 23.45 e Lokman si stava preparando a chiudere il negozio quando è stato aggredito. Autore dell’aggressione un uomo, che Lokman conosceva “di vista” come frequentatore di quella parte di città. Quella sera era già entrato una volta nel negozio, tra le 21 e le 22, «Indossava regolarmente la mascherina, ha preso una birra, e quando è venuto a pagare mi sono accorto che era tutto rosso in volto, con dei segni come se avesse appena litigato. Mi sono preoccupato per lui, gli ho chiesto se stava bene, gli ho offerto un bicchiere d’acqua». Nulla poteva far presagire quello che sarebbe accaduto poco dopo.

Il secondo “incontro”

«È tornato nel negozio intorno alle 23.45, questa volta non indossava la mascherina, ma volevo chiudere e non mi sono messo a discutere. Ha preso una bottiglia di birra che costava 1,90 euro e al momento di pagare, aveva solo 70 centesimi. Ma anche in quel caso gli ho detto che non c’era problema che avrebbe pagato un’altra volta. Voleva uscissi a parlare con lui, ma gli ho detto che dovevo chiudere e gli ho chiesto di lasciarmi lavorare». Qualche minuto dopo, Lokman, pensando che la persona si fosse nel frattempo allontanata, è uscito per fumare una sigaretta: «Si era messo a bere la birra nella rientranza del portone accanto al negozio. In quella posizione – racconta – non l’ho visto fino a quando non sono uscito del tutto. Quando mi ha visto mi ha chiamato, era in video-chiamata con la moglie e insisteva la salutassi e l’ho fatto».

L’aggressione

Un saluto in arabo, l’equivalente di un “ciao, piacere di conoscerti”, «Lui – prosegue Lokman – mi ha dato una pacca sulla spalla e quando ho fatto per allontanarmi, ho ricambiato toccandogli il braccio e lui ha reagito dandomi un pugno in faccia». Lokman ha cercato di non reagire, chiedendo spiegazioni di quel gesto e invitandolo alla calma, ma quando lui ha cercato di colpirlo un’altra volta ne è nata una colluttazione che ha portato entrambi a perdere l’equilibrio e cadere. Grazie all’intervento di questa persona di passaggio, che poi è rimasta fuori a cercare di far calmare l’aggressore, Lokman è riuscito a entrare nel negozio, chiudersi dentro e chiamare i Carabinieri che poco dopo sono arrivati sul posto. «Lui ha continuato ad insultarmi e minacciarmi anche davanti ai Carabinieri, batteva sulla porta in modo minaccioso, a loro ha detto che avevo insultato sua moglie, ma non è andata così».

«Sono preoccupato»

Dopo aver chiuso il negozio è andato in pronto soccorso ed è determinato a sporgere denuncia: «Sono stanco e arrabbiato. Sono passati solo due mesi dall’ultima aggressione – commenta sconsolato – come è possibile lavorare così? Questa sera (ieri, ndr) mia moglie ha detto che verrà in negozio con i bambini, staremo tutti e quattro insieme fino alla chiusura così che non debba tornare da solo. È per loro che mi preoccupo, a me interessa solo potermi prendere cura di loro».

Commenti

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui