Cesena, gare di velocità in strada: chiesti dossi ma sono vietati

Continuano le segnalazioni di auto che sfrecciano a velocità folli lungo via don Minzoni e nelle vie limitrofe, in particolare nella prima parte del percorso dei Gessi. Anzi diversi cittadini ripetono di avere visto più di una volta scene che facevano pensare a vere e proprie gare di velocità. Ma il problema, che nei mesi scorsi era stato anche sollevato con un’interrogazione dal consigliere comunale della Lega, Enrico Sirotti Gaudenzi, per ora non potrà essere risolto nel modo suggerito dai residenti, e cioè installando dossi sulla carreggiata. Quella misura viene infatti considerata incompatibile con la presenza della base della polizia di Stato proprio lungo via Don Minzoni. Dal Commissariato è arrivato lo stop a ogni ipotesi di installazione di dissuasori di velocità. Questo scoglio potrà essere superato solo quando ci sarà il trasloco nella nuova sede prevista accanto a Caps, in viale IV Novembre, a ridosso del Ponte Vecchio. E così la risposta data dal Comune alle proteste non va oltre un generico impegno a intensificare i controlli nell’area. Gare o non gare, le guide spericolate lamentate da tanti cittadini che vivono da quelle parti o le frequentano abitualmente provocano comunque pericoli da non sottovalutare. Anche perché l’area, oltre ad essere piena di abitazioni e anche di servizi, come la scuola “Sacro Cuore”, i locali della Curia e il Commissariato di polizia, è frequentata da numerosi pedoni, bici e veicoli, anche su due ruote. Tutte categorie particolarmente vulnerabili alle violazioni al Codice della Strada.

Le proteste dei residenti

A lanciare di nuovo l’allarme sono alcuni residenti di quel quadrante della città, che è alle porte del centro ma al tempo è caratterizzato da una rete stradale a rischio. Da una parte – fanno notare – «via don Minzoni è lunga e larga e incoraggia tanti automobilisti imprudenti a spingere troppo il freno sull’acceleratore». Dall’altra parte, ci sono invece stradine strette, che salgono verso la collina, che sono «poco o per nulla presidiate da vigili, polizia e carabinieri» e quindi «diventano terreno di conquista di chi le scambia per piste di rally e si sente in una “zona franca”». I residenti raccontano che «gare di velocità tra vetture guidate da giovani scatenati» si sarebbero svolte «più di una volta, anche lo scorso novembre», e non solo in via Don Minzoni ma anche anche nelle vie Mascagni, Puccini e Zandonai. Aggiungono che in un paio di occasioni «ci sono persone che hanno rischiato di essere investite».

Gare quasi debellate?

Enrico Sirotti Gaudenzi si era fatto carico di dare voce a questi sos, ma la risposta arrivata dall’assessore Luca Ferrini nel periodi di Natale non piace ai cittadini allarmati. In pratica, la polizia locale sostiene che il problema era effettivamente diventato pesante nel 2020, ma controlli e anche sanzioni fatte lo avrebbero ridimensionato l’anno scorso. L’unico episodio di cui hanno riscontro sarebbe avvenuto lo scorso luglio, quando furono segnalati ripetuti passaggi ad alta velocità da parte di alcune auto, che potevano fare pensare a una una gara clandestina e illegale in corso. La promessa dell’assessore è che ci sarà una vigilanza attenta, accompagnata dall’invito ai cittadini a segnalare agli organi di polizia eventuali infrazioni, che nel caso di gare di velocità possono diventare addirittura reati..

Dossi impediti dalla polizia

Ma i cittadini sono rimasti delusi soprattutto da quando comunicato a proposito dell’auspicato montaggio di dossi. Ferrini ha riferito una «risposta tecnica pervenuta» in merito all’eventuale adozione di quelle misure anti-velocità in via Don Minzoni: «La zona in argomento è sede del Commissariato di Cesena e costituisce, quindi, via di facilitazione per servizio di soccorso pubblico. È pertanto esclusa l’applicabilità dei dossi rallentatori, sulla basse dell’art.179/5 del Regolamento del Codice della strada, sebbene sulla strada insista un limite con essi compatibile. Nulla vieterà, in futuro, a trasferimento avvenuto del Commissariato in altra ubicazione, di prevedere l’applicazione dei dissuasori consentiti». Nel frattempo – commenta un abitante – «speriamo di non dovere piangere sul latte versato per qualche incidente grave».

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