La mamma che pretende che il proprio figlio venga fatto entrare a scuola senza rispettare l’obbligo di indossare la mascherina ha fatto il bis. E ha combattuto questa battaglia, con al fianco l’avvocato Riccardo Luzi, in modo ancora più eclatante: ieri mattina, davanti al rifiuto del personale addetto a regolamentare l’accesso in sicurezza di lasciare che il ragazzino raggiungesse la propria classe pur non essendo munito del prescritto dispositivo di protezione anti-Covid, ha infatti telefonato alle forze dell’ordine. E così una pattuglia dei carabinieri e una della polizia sono arrivate in via Certaldo, all’entrata della scuola media di Villarco, che fa parte del 7° Circolo. Sul posto era tra l’altro presente anche il sindaco Enzo Lattuca, che ha avuto un colloquio piuttosto acceso, anche se tutto sommato civile, con la donna e con l’avvocato che l’assiste.
Questa volta, a differenza di quanto era successo l’altro ieri, quando la mamma aveva fatto una prima “incursione” per sollecitare ad accogliere suo figlio, in quanto «fatica a respirare con la mascherina», il ragazzino non è stato fatto entrare.
Ora c’è l’incognita su quale piega prenderanno le cose nei prossimi giorni, quando è facile immaginare che le forze dell’ordine presidieranno la zona per sincerarsi che la tensione non aumenti ancora di più.
Dal canto suo, il sindaco Enzo Lattuca invita a recuperare un po’ di ragionevolezza: «In questi giorni ho visto con i miei occhi che il personale delle nostre scuole sta facendo un lavoro straordinario riuscendo a conciliare il rispetto delle regole con l’esigenza di mantenersi accoglienti e mostrarsi empatici con gli alunni. Non è affatto facile, e lo sapevamo, perché va trovato un bilanciamento tra la tutela della salute pubblica e il diritto all’istruzione, ma con la collaborazione di tutti è possibile. Quello di cui non abbiamo bisogno è di gesti che alimentino tensioni o di strumentalizzazioni».
Nel caso specifico, il primo cittadino cesenate ricorda che possono esserci deroghe al dovere di indossare la mascherina, ma è necessaria una certificazione medica che attesti perché si può concedere quella eccezione.
A quanto pare, la mamma no-mask avrebbe anche obiettato che il tipo di mascherine messe a disposizione non sarebbe appropriato.

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