Cesena, focolaio Covid al ristorante: costretto a chiudere

Da diversi giorni le saracinesche sono abbassate e dalle abitazioni dei gestori, di casa non esce nessuno. Il coronavirus ha creato un focolaio che ha coinvolto un noto ristorante delle colline ai confini tra i comuni di Cesena e Mercato Saraceno: il bar trattoria Da Paco.

Tutti i travolti dall’infezione da Covid – 19 sono in quarantena già da molti giorni. Tanto che anche su internet, chi volesse cercare il numero di telefono per prenotare un tavolo, trova una scritta evidenziata di rosso che recita “temporaneamente chiuso”.

La malattia ha coinvolto oltre una decina di persone. Gran parte della famiglia che gestisce il locale non è vaccinata. Fino ad ora non ha ritenuto opportuno sottoporsi alle iniezioni per difendersi dagli esiti più infausti della malattia. Di conseguenza, una volta che il virus si è avvicinato a qualcuno di loro, ha trovato anche vita più facile per infettare e conseguentemente diffondersi ad altri.

L’ambiente di lavoro del bar ristorante, con servizi ai tavoli e rapporti continuativi tra personale e con i clienti, ha allargato il tutto anche ai dipendenti dell’attività. Camerieri e personale di sala che, pur essendo i vaccinati, venendo a contato col virus sono poi risultati “positivi” ai controlli per la malattia. Anche per tutti loro dunque è scattata la quarantena fiduciaria che terminerà soltanto all’esito negativo del tampone.

Senza più personale e gestione impossibile tenere aperto. Così il locale ora è chiuso in attesa di poter recuperare “abili al lavoro” perché negativi al tamponi almeno un numero sufficiente di persone tra cucina e sala.

A fronte di una situazione intra familiare e lavorativa del genere, l’Ausl ha necessariamente dovuto estendere i controlli anche a chi, munito di green pass, che derivasse da vaccino o da tampone, negli ultimi giorni prima dell’esplosione del focolaio aveva pranzato o cenato “da Paco”. Estendendo le verifiche, gli operatori sanitari si sono resi conto che alcuni dei clienti erano nel frattempo stati infettati dal coronavirus. Una persona in particolare (un pensionato) il cui quadro clinico attualmente non è dei migliori. Come sempre in situazioni simili capire da dove il virus sia arrivato e chi lo abbia trasmesso a chi per primo non sarà materia di facile comprensione. Di certo, per ora, non è possibile neppure ipotizzare una data di riapertura per il noto locale ai piedi della valle del Savio.

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