Cesena: flash mob e petizione contro la discriminazione scolastica

No alle nuove leggi scolastiche sulla disabilità. «Perché tendono ad un ritorno all’esclusione annullando i tanti passi avanti che in questi anni erano stati fatti nel senso opposto».
Mobilitazione
Anche a Cesena i genitori stanno contribuendo in maniera concreta ad una petizione rivolta al presidente della repubblica Sergio Mattarella per chiedere un dietrofront rispetto al Decreto Interministeriale del 29 dicembre 2020, n. 182, emanato dal Ministero dell’Istruzione e dal Ministero dell’Economia.
Raccolta firme sul web
«Si vuol far passare come novità per l’inclusione qualcosa che invece, sull’altare del risparmio nelle ore del persona scolastico, farà fare passi indietro ai disabili ed alle loro famiglie» spiega Roberta Casalboni, mamma di Elisa: bimba down che frequenta le scuole elementari . Per il fine settimana è stato organizzato anche un flash mob in rete sempre per sensibilizzare sui problemi connessi alla nuova legislazione in materia scolastica.
«Con la formulazione attuale – spiega Roberta – la famiglia non sarà più chiamata ad esprimere la propria opinione sui piani educativi individualizzati. Fattore che invece è importante per le persone disabili che studiano. Finora ad esempio, stando al caso di mia figlia come esempio, ci siamo trovati con logopedista, insegnanti ed educatrice per coordinare l’andamento che si vuole dare all’anno scolastico con gli obiettivi da raggiungere. Alla materna, fino agli anni scorsi, erano previsti un incontro generico annuale e colloqui quotidiani a fine giornata.
«Ritorno alle classi speciali»
Alle elementari gli incontri sono più distanziati nel tempo. Ma questa nuova legge fa si che se l’insegnante decide che il bambino “non può frequentare” una o più materie il genitore non ha più alcuna voce in capitolo e lo studente disabile durante quelle ore viene mandato in un aula da solo con l’insegnate di sostegno. insegnante , quest’ultima, che invece è di aiuto per tutta la classe e non soltanto per il disabile che segue più da vicino».
Ci sono situazioni che questa nuova legge emarginerebbe del tutto. «Pensiamo ai giovani autistici, che magari hanno un tipo di comportamento più caotico o difficile da gestire. Ora potrebbero essere anche esonerati da tutte le materie e finire da soli; appartati o con altri disabili. Si torna dunque a formare “classi speciali” mandando in frantumi anni di fatica spesa a favore dell’inclusione nello studio. Una cosa è stare in classe con gli altri 5 ore e magari un’ora fuori per materie particolari. Una cosa è l’inverso: con gli studenti disabili esonerati e spostati altrove quasi per tutto».
Flash mob
Sabato a mezzogiorno i genitori e gli enti promotori della raccolta firme su “change.org” saranno all’unisono su Facebook. Per mettere in evidenza una immagine specifica durante un flash mob e far sentire la propria voce contro il decreto 182/2020. «L’operazione che è stata portata a termine sembra più simile a voler risparmiare sugli insegnanti di sostegno o sul numero delle ore degli stessi. Io faccio parte del gruppo genitori con figli che hanno la sindrome di Down. Ma come me in zona ed in tutta Italia si muoveranno contro questa legge non soltanto singole famiglie ma un intero universo di organizzazioni che affiancano la disabilità».

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