Cesena, filo speciale tra i liceali del Monti e quelli di Leopoli assediata

Al liceo classico “Vincenzo Monti” di Cesena hanno un sapore particolarmente aspro le immagini che arrivano in questi ultimi giorni da Leopoli, su cui incombe la guerra. Le sirene che suonano per il pericolo di bombardamenti, con la corsa nei rifugi, la consegna di armi alla popolazione e la famosa statua del Gesù Cristo Salvatore spostata dalla cattedrale in un bunker per proteggerla sembrano più vicini in quella scuola, perché da anni ha allacciato un legame speciale con la grande città nella zona occidentale dell’Ucraina, vittima della furia di Putin.

Interscambi per tre anni

Per ben sei volte, negli anni 2015, 2017 e 2019, ci sono stati interscambi tra gli studenti cesenati del “Monti” e i coetanei del liceo linguistico di Leopoli, con visite reciproche nelle due città. Il primo approccio risale all’autunno di 7 anni fa, quando alcuni ragazzi e ragazze ucraine arrivarono a Cesena, accompagnati dal loro preside Oleg Maryniuk, e poche settimane dopo ricambiarono l’ospitalità accogliendo quei loro nuovi amici cesenati. Due anni dopo, 24 studenti del “Monti” raggiunsero di nuovo Leopoli, ospitati da altrettante famiglie del posto, e poi aprirono a volo volta le porte delle loro case a 21 liceali ucraini. Il tutto sotto la regia dei docenti Stefano Maldini e Giovanna Faedi. Nel 2019 toccò invece a 13 allievi della classe 4ª Ce, accompagnati dagli insegnanti Alberto Bertozzi e Anna Moretti, muoversi da Cesena fino alla metropoli ucraina, dal 24 al 30 settembre, per un’indimenticabile esperienza di condivisione con 14 studenti di quella terra oggi martoriata. E anche in quel caso, poche settimane dopo, ci fu il viaggio nella direzione contraria.

Liceo a Leopoli pieno di profughi

I ragazzi e le ragazze protagonisti di quegli interscambi hanno completato il loro ciclo di studi, ma il loro racconti riecheggiano in questi giorni tra i banchi dove siedono ora altri adolescenti. Ha lasciato il segno l’accoglienza ricevuta a Leopoli, sotto forma di «pane e sale offerti in segno di ospitalità», durante la prima trasferta là. Quel ricordo è stato appena rinfrescato con un messaggio inserito sul sito web del “Monti”, dove è stato riferito che «i locali della scuola della meravigliosa capitale culturale dell’Ucraina sono ora diventati un centro di accoglienza per i profughi e i docenti sono tutti rimasti in città ad aiutare chi fugge dalle zone di guerra». Un dramma accompagnato da un «augurio con tutto il cuore di rivederli presto e di rivedere presto la pace». Accanto a queste parole commosse, ci sono poi segni tangibili di vicinanza al popolo ucraino. Nel liceo cesenate tanti si stanno attivando per inviare beni di prima necessità destinati ai profughi e di chi è rimasto là, sotto le bombe. Nei giorni scorsi, un gruppo di studenti si è recato al negozio ucraino “Smak”, in via Mura Barriera Ponente, per donare prodotti ai tanti volontari che stanno instancabilmente inscatolando gli aiuti ricevuti.

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