Cesena, faccia ricostruita al Bufalini col navigatore chirurgico

L’equipe dell’Unità operativa di Chirurgia maxillo facciale dell’ospedale Bufalini, diretta da Angelo Campobassi, ha recentemente effettuato con successo un delicato intervento di ricostruzione del pavimento orbitario tramite l’utilizzo del navigatore chirurgico. La metodica tecnologicamente avanzata è frutto di una consolidata sinergia multidisciplinare tra professionisti di diverse specialità: la Neurochirurgia diretta da Luigino Tosatto, la Neuroradiologia, diretta da Maria Ruggiero, l’ingegneria clinica, diretta da Stefano Sanniti, oltre appunto alla Chirurgia Maxillo-Facciale. Ad essere stato operato è stato un quarantenne di Rimini. Era stato già sottoposto dai professionisti del reparto di Chirurgia Maxillo facciale in collaborazione con i colleghi neurochirurghi in un primo intervento di 11 ore, a seguito di un gravissimo incidente stradale che gli aveva procurato un fracasso cranio facciale con frattura di quasi tutte le ossa del viso e della base del cranio.  Trascorso il periodo necessario alla guarigione e stabilizzazione della sua situazione clinica e morfologica è stato sottoposto al secondo intervento di ricostruzione, che ha corretto il malposizionamento grave dell’occhio destro con alterazioni visive dovuto al crollo del pavimento orbitario. 

“Guardandomi allo specchio – racconta il paziente – ho rivisto una persona che non vedevo da tempo, me stesso, ma in particolare ho rivisto gli occhi del mio papà…”. Pier Renato Giacomini, chirurgo dell’Unità operativa di Chirurgia maxillo facciale del Bufalini, spiega che “l’intervento eseguito è molto delicato in quanto le manovre chirurgiche vengono effettuate in prossimità di strutture nobili quali il bulbo oculare, il nervo trigemino, responsabile della sensibilità del volto, il nervo ottico che è alla base della funzione visiva. L’intervento chirurgico ha lo scopo di ripristinare la continuità e la corretta posizione del pavimento orbitario con il recupero del volume endorbitario e della corretta morfologia scheletrica in modo da riposizionare l’occhio in perfetta simmetria con il contro laterale. Il corretto ripristino strutturale è  possibile grazie alle risorse tecnologiche rappresentate da un accurato studio radiografico preoperatorio con acquisizione di immagini Tc ad alta definizione e ricostruzione tridimensionale, che consente di valutare la sede del difetto e la modalità di ricostruzione, e la navigazione chirurgica che permette di operare in sicurezza nei pressi delle strutture nobili riposizionando esattamente la ricostruzione”.

Il direttore Angelo Campobassi promette un “impegno costante affinchè le moderne tecnologie già in uso quali la navigazione intraoperatoria e la ricostruzione mediante protesi personalizzate con tecnica Cad-Cam siano sempre più consolidate e di uso routinario, senza ovviamente trascurare l’importanza di proiettarci, come  azienda al passo con i tempi,  verso ulteriori tecniche innovative quali la Tc intraoperatoria nel distretto testa-collo fino alla realtà aumentata, che consente di effettuare interventi chirurgici visualizzando contestualmente in modo integrato le immagini intraoperatorie e quelle radiografiche”. 

L’uomo operato racconta i travagli vissuti e la rinascita: “L’8 febbraio 2017 può sembrare lontano, ma i ricordi dei primi giorni di ricovero sono vividi nella mia mente. Avevo il viso tumefatto e per questo non riuscivo a vedere. Quando mi sono rispecchiato rimasi ammutolito per circa una mezz’ora. I medici e gli infermieri del reparto Maxillo facciale dell’ospedale Bufalini, mi hanno subito assistito con competenza, spiegandomi puntualmente la complessità della prima operazione ricostruttiva. Dopo il lungo intervento, (11 ore circa) guarivo velocemente e il mio viso progressivamente si sgonfiava, ma guardandomi allo specchio non ritrovavo più mio sguardo. Il Dott. Pier Renato Giacomini, che mi ha continuato a seguire nella fase post operatoria, non si é arreso anzi da subito con grande determinazione ha studiato il mio caso, proponendomi infine la soluzione più idonea. Ha lottato con me e per me, poi dopo tanta attesa é arrivato il momento della seconda operazione, che sarebbe stata eseguita  con il navigatore chirurgico. Da subito dopo l’operazione, ho potuto notare la differenza, le due iridi finalmente erano in linea e anche la vista progressivamente migliorava.  Abbiamo un’eccellenza fatta di persone competenti e di buona volontà, ringrazio gli infermieri e tutti i dottori, ma in particolare ringrazio il dottor Giacomini, per la competenza, per la professionalità, ma soprattutto per la passione che ha messo con forza ed anche ironia, condotta con impegno nell’organizzare e condurre un’operazione come questa. Quello che hanno fatto é un tipico sintomo di eccellenza. Non so se tornerò esattamente come prima, ma aver rivisto lo sguardo di mio padre nei miei occhi, mi ha dato la gioia di cui avevo bisogno e per questo sono grato a tutti”.

L’assessore regionale alle Politiche per la Salute Raffaele Donini, sottolineando l’eccellenza del reparto guidato dal dottor Campbassi, evidenzia i tanti aspetti positivi di questa vicenda sanitaria: “La maestrìa del professionista, l’innovazione tecnologica nelle apparecchiature biomedicali, una presa in carico del paziente che, oltre a salvargli la vita, si occupa anche della sua successiva qualità di vita”.

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