Cesena: esclusa dalla polizia locale porta il Comune dal giudice

Nella ventina di nuovi assunti dalla polizia locale di Cesena “non c’è più” una giovane agente. Che non ha superato il colloquio attitudinale finale e per contestare la decisione che la vede in sostanza perdere il posto di lavoro che riteneva di aver ormai acquisito, ha deciso di proporre ricorso al giudice del lavoro.

Sarà oggi in aula davanti al giudice Luca Mascini (lo stesso che si sta occupando del caso di Francesca Amadori) nelle aule del tribunale del lavoro di Forlì, E.M.: una delle agenti che, dal primo concorso che fu indetto per ricercare personale per la polizia locale di Cesena e quella di Mercato Saraceno, era entrata al comando di Cesena con un contratto di formazione lavoro; contratto che, come tutti gli agenti del suo corso, uomini e donne ora assunti dalla polizia locale, doveva rappresentare la “rampa di lancio” per poi essere definitivamente assunta in qualità di dipendente del Comune di Cesena. Nel gruppo dei primi selezionati quando si trattò di superare le prove fisiche (che molti ricorderanno si svolsero alla pista d’atletica di Cesena nel pieno delle ristrettezze della pandemia da coronavirus) E.M. come tutti i suoi colleghi al termine del periodo di formazione ha completato il percorso che doveva portare all’assunzione. Con la prova finale che consiste nel colloquio attitudinale durante il quale il comandante ed alcuni specialisti di una apposita commissione, dovevano terminare di valutarla. È principalmente qui che, stando alle cinquanta pagine di esposto che ha poi presentato al giudice del lavoro tramite l’avvocato che la difende (il forlivese Matteo Pavanetto), qualcosa deve essere andato storto. Almeno rispetto a tutti i suoi colleghi e colleghe che proprio in questi giorni stanno completando la rosata di neo assunti nella polizia locale.

Di fatto E.M. non ha superato il colloquio della prova finale. E quindi non è stata assunta. Nel ricorso che ha presentato chiede che il Comune, in qualità di datore di lavoro, venga obbligato dal giudice a tornare su questa decisione. E di poter dunque entrare a tempo indeterminato a far parte del Corpo. Sottolinea alcuni passaggi del colloquio finale “non in linea” con quella che sarebbe dovuta essere esclusivamente una prova “solo orale”. E paventa tra le altre cose di poter essere stata discriminata in quanto donna. Tutte tesi respinte al mittente dalla commissione. Carteggi che da oggi saranno oggetto di discussione davanti al Tribunale del Lavoro.

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