Cesena, emergenza sfratti: alla ricerca di un accordo anti-tensioni in Prefettura e nuova figura ad hoc in Comune

Lo sfratto della famiglia con tre bambine portato a termine ieri in via Uberti è solo una goccia in un Oceano sempre più in tempesta per un’emergenza abitativa che sta diventando sempre più grave. Al punto che per quelle cinque persone, nonostante gli sforzi fatti dal vicinato che si è preso a cuore la loro sorte, non si è riusciti a trovare per ora alcun alloggio alternativo e si è dovuta trovare una soluzione temporanea a Sorrivoli, grazie alla disponibilità che don Pasquale ha dato ai Servizi sociali. Al di là di questo singolo caso, il Comune, in stretto rapporto con la Prefettura, sta provando e mettere un argine a una situazione sempre più esplosiva, con le emergenze abitative che si stanno moltiplicando a vista d’occhio. Non sembrano esserci margini di manovra per potere arrivare a una moratoria o un blocco generale degli sfratti, come auspicano alcuni, tra i quali il responsabile del Sunia-Cgil di Forlì-Cesena. Però non sembra impossibile arrivare in tempi non troppo lunghi a un protocollo d’intesa tra istituzioni e associazioni di inquilini e proprietari che preveda – spiega l’assessora Carmelina Labruzzo – «meccanismi di conciliazione e mediazione per evitare che certe situazioni precipitino e per provare a gestire in un modo il più indolore possibile la problematica degli sfratti. Sicuramente, quando ci sono disponibilità al dialogo e una rete di sostegno dei cittadini, come è avvenuto nel caso di via Uberti-via Sacchi, tutto diventa meno complicato».
Il ragionamento su un possibile protocollo è aperto già da qualche tempo e ieri l’assessora ha continuato a parlarne in un incontro che si è tenuto in Prefettura, durante cui cui si sono toccati anche di altri argomenti, come la gestione dei profughi. Labruzzo ha trovato nella Prefettura «consapevolezza della situazione, ascolto e grande competenza» ed è fondamentale davanti a un’emergenza ormai travolgente.
Intanto, la pressione sugli uffici di Palazzo Albornoz è talmente forte sul versante abitativo che si è deciso di «distaccare un assistente sociale per dedicarlo specificamente alla ricerca di alloggi per le persone sfrattate o comunque in condizioni d’emergenza e per accompagnarle nelle soluzioni via via individuate».

Commenti

Lascia un commento

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui