Cesena e altri strani posti di calcio

Puntare alto, oltre limiti impensabili, nonostante ostacoli pericolosi o nuove zone oscure. La reazione alla sconfitta di Chiavari alla fine è arrivata, in una di quelle domeniche che fanno curriculum. Cesena-Montevarchi è stata una partita anziana e longeva, di quelle che non finiscono mai. Alla lunga ha vinto il Cesena con un gol all’inizio e uno alla fine grazie a protagonisti che hanno premiato le scelte di Viali. Il 3-1 al triplice fischio lo ha segnato un subentrato come Tommaso Berti, il primo schiaffo alla partita è arrivato grazie ad uno strappo alla Simone Cavalli di Riccardo Tonin, che ha subito il fallo da rigore. Berti è partito dalla panchina, Tonin di solito la prima palla al centro la vede da seduto. I cinque cambi sono una nuova regola che sta cambiando parecchio il calcio e quello che si è visto domenica merita nuove riflessioni. La cavalcata verso la porta che ha fatto vedere Tonin non è nelle corde di Caturano, uno che invece ha un senso del gol che Tonin per ora può solo sognare per dare una svolta a un inizio di carriera promettente. Una volta recuperato, Caturano può diventare un’arma a gara in corso che pochi in serie C possono avere. Non sarebbe una retrocessione, più semplicemente un’evoluzione alla Filippo Inzaghi o alla Fabio Quagliarella: uno come lui che entra quando gli avversari hanno un’ora di partita nelle gambe, raddoppierebbe la sua efficacia. Ci sono giocatori che dalla panchina possono dare davvero qualcosa: Zecca da subentrato con il Cesena in vantaggio e le squadre che si allungano, sa diventare un camion in corsa a campo aperto, mentre dall’inizio a difesa schierata fa regolarmente fatica. Missiroli ha piedi e testa di categoria superiore, ma in C nessuno sopravvive viaggiando sotto ritmo e gli esplosivi ragazzi del Montevarchi glielo hanno dimostrato correndogli attorno.

Discorso a parte per chi sta in porta, una sorpresa per tutti. C’era l’auspicio che Nardi fosse semplicemente un affidabile portiere di categoria, invece è andato oltre e fa il Babbo Natale tutto l’anno, portando un sacco di punti. Nessuno ha il diritto di fare un grande campionato se sbaglia il portiere e il Cesena il portiere non lo ha sbagliato. Nomen omen, dicevano i latini. A volte il nome non dice tutto, ma dà qualche indizio. In enigmistica per giocarci sopra c’è pure il gioco degli acrostici: prendi un nome e con ogni lettera ci costruisci una frase di senso compiuto. Per esempio, cosa si può dire di Nardi? Notevole atleta, reattività da imitare. Oppure sulle qualità di Favale? Funziona a velocità alta, lavora egregiamente. In più c’è Berti. Bambino esplosivo, rivela tecnica interessante. Quanto a Caturano, come augurio, cosa si può dirgli? Corre, attacca, tira: uscirà rinvigorito, affronterà nuovi obiettivi. A proposito: c’è un acrostico anche all’inizio di questo articolo. Unendo le iniziali delle parole della prima frase, si arriverà ad un giocatore che il Cesena acquistò dal Montevarchi e che poteva diventare un idolo solo qui e in pochi altri strani posti di calcio.

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