Cesena, duelli col vescovo: padre Orfeo sospeso, resa sul Lugaresi

I nodi che hanno reso così intricato i rapporti con Padre Orfeo sono spirituali più che economici e sono così gravi che il vescovo ha deciso di confermare la sospensione della facoltà di celebrare sacramenti, confessare e predicare. Praticamente quasi tutto quello che conta per ogni “ministro di Dio”. Capitolo chiuso anche per un’altra querelle: la Diocesi ha perso in tribunale la contesa relativa all’Istituto Lugaresi e quindi alza bandiera bianca, lasciando quel complesso nelle mani dei Padri Giuseppini. Lo ha fatto sapere monsignor Douglas Regattieri in persona in un colloquio a tutto campo pubblicato sul numero del “Corriere cesenate”. Il vescovo ha fornito alcuni aggiornamenti anche su «questioni delicate» riguardanti l’Istituto Lugaresi e la Piccola Famiglia della Resurrezione. Su queste vicende, relative alla gestione del complesso di edifici del “Lugaresi” e alla gestione della comunità fondata da don Orfeo Suzzi (a cui veniva contestata anche l’apertura di società all’estero), il vescovo tiene a sottolineare che i problemi principali non sono di carattere economico. «Sia i problemi sorti circa l’istituto “Lugaresi” che la questione riguardante la Piccola Famiglia della Resurrezione – precisa monsignor Regattieri – non sono stati occasionati principalmente da problemi economici, bensì da questioni più di fondo, riguardanti la missione pastorale e spirituale di quelle istituzioni».

Istituto Lugaresi

Sul Lugaresi il problema era ed è «un degrado pastorale, dopo il ritiro dei padri». Al vescovo sembrava, riguardando le carte relative al lascito effettuato dal canonico Lugaresi, che si potesse realizzare quanto previsto nel testamento del canonico, «e cioè che qualora i padri avessero lasciato l’Istituto questo sarebbe dovuto passare sotto la responsabilità del vescovo della Diocesi». L’intento non era semplicemente quello di prendere possesso di un complesso vasto di edifici ma quello di «garantire una continuità e salvaguardare un patrimonio che è di tutta la città». Ma il tribunale di Forlì ha emesso una sentenza su un contenzioso tra entità ecclesiastiche che è approdato davanti ai giudici su iniziativa appunto della Diocesi, e che ha visto la Diocesi soccombere. Per i magistrati, il documento del 1923 su cui la Diocesi poggiava le proprie richieste è stato superato da un testamento del 1927. E i padri Giuseppini del Murialdo non hanno abbandonato l’Istituto. Al Lugaresi hanno sede attività di formazione organizzate dall’Engim, ente di formazione collegato appunto ai Giuseppini. «La causa è chiusa. Il Lugaresi continuerà ad essere guidato dai padri Giuseppini, anche se da lontano, diremmo da remoto. Con tutte le conseguenze che sono sotto i nostri occhi», commenta con amarezza il vescovo.

Padre Orfeo

Anche la causa tutta interna alla diocesi, col processo canonico extragiudiziale a carico del fondatore della Piccola Famiglia della Resurrezione, don Orfeo Suzzi, «è ormai chiusa». La sentenza sospende per don Orfeo la «facoltà di celebrare in pubblico sacramenti e sacramentali, la facoltà di ascoltare confessioni e di predicare in chiese ed oratori in occasione di riunioni di fedeli». Il vescovo ribadisce l’opportunità del commissariamento a suo tempo imposto, che sarebbe servito a mantenere in diocesi il carisma della Piccola Famiglia della Risurrezione, «essendo don Orfeo fuggito con un monaco e sette sorelle».

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